Le nuove regole sull’indennità di disoccupazione Naspi 2025, come una potente calamita, stanno generando grande interesse tra i lavoratori che beneficiano o sono prossimi a ricevere questa prestazione. Le recenti disposizioni hanno introdotto nuovi criteri che, in alcuni casi, possono portare alla sospensione o decadenza del beneficio, anche per chi ha raggiunto l’età pensionabile.
Come ha spiegato l'INPS, i lavoratori che hanno maturato i requisiti per la pensione non possono più beneficiare della Naspi. Ciò ha generato preoccupazione tra molti lavoratori che, avvicinandosi ai 67 anni, temono di perdere anche questo ultimo sostegno economico. In questo articolo analizzeremo le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2025 per la Naspi, evidenziando i casi in cui l’indennità di disoccupazione è compatibile con l’età pensionabile.
Le principali regole di decadenza riguardano principalmente i lavoratori che non dichiarano il reddito derivante da lavori part-time ancora in corso o che intraprendono un'attività autonoma senza presentare la comunicazione all'INPS.
Inoltre, se si maturano i requisiti per la pensione o si ottiene l’assegno di invalidità rinunciando alla Naspi, l’INPS sospende l’erogazione della prestazione, in quanto il fruitore del beneficio perde il diritto all’indennità. Infine, se il fruitore del beneficio non partecipa ai corsi di orientamento previsti, scatta la riduzione o la sospensione della prestazione.
Praticamente, decadono dalla Naspi i lavoratori che rientrano in una delle seguenti situazioni:
Secondo l’INPS, ci sono delle condizioni in cui l’erogazione della Naspi può essere sospesa temporaneamente, quali:
Nelle scorse settimane, complice l'entrata in vigore delle nuove norme introdotte dalla legge 207/2024, sono arrivate molte richieste sulla compatibilità della Naspi con l’età pensionabile.
Ed è proprio in questo contesto che si inseriscono le precedenti disposizioni normative sull'indennità, nelle quali viene spiegato che i lavoratori che hanno compiuto o compiono 67 anni (età pensionabile) possono percepire la Naspi, a condizione che non abbiano ancora maturato i requisiti per l'accesso alla pensione di vecchiaia o alla pensione anticipata ordinaria.
Per contrastare gli abusi legati alla Naspi, il governo Meloni ha introdotto nella Legge di Bilancio 2025 nuove disposizioni per regolare l’accesso all’indennità. Le nuove regole riguardano in particolare i lavoratori che, dopo aver rassegnato le dimissioni volontarie o cessato consensualmente un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, trovano un nuovo impiego e successivamente subiscono un licenziamento. Dal 1° gennaio 2025, un lavoratore che si trova in una delle seguenti situazioni potrà accedere alla Naspi solo se soddisfa requisiti specifici:
In questi casi, per ottenere l’indennità, è necessario aver maturato almeno 13 settimane (circa 3 mesi) di contribuzione previdenziale durante il nuovo rapporto di lavoro.
Non sono previsti cambiamenti per i lavoratori che perdono il lavoro in modo involontario o per chi rientra in situazioni particolari (es. dimissioni per giusta causa). Considerate queste condizioni, il diritto alla Naspi resta subordinato al rispetto di requisiti quali lo stato di disoccupazione e 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni.