22 Jan, 2025 - 12:29

Naspi 2025: 3 errori fatali che ti impediscono di ricevere l'indennità, inclusa l'età

Naspi 2025: 3 errori fatali che ti impediscono di ricevere l'indennità, inclusa l'età

Le nuove regole sull’indennità di disoccupazione Naspi 2025, come una potente calamita, stanno generando grande interesse tra i lavoratori che beneficiano o sono prossimi a ricevere questa prestazione. Le recenti disposizioni hanno introdotto nuovi criteri che, in alcuni casi, possono portare alla sospensione o decadenza del beneficio, anche per chi ha raggiunto l’età pensionabile.

Come ha spiegato l'INPS, i lavoratori che hanno maturato i requisiti per la pensione non possono più beneficiare della Naspi. Ciò ha generato preoccupazione tra molti lavoratori che, avvicinandosi ai 67 anni, temono di perdere anche questo ultimo sostegno economico. In questo articolo analizzeremo le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2025 per la Naspi, evidenziando i casi in cui l’indennità di disoccupazione è compatibile con l’età pensionabile.

Decadenza dalla Naspi 2025: 3 errori che ti fanno perdere l’indennità

Le principali regole di decadenza riguardano principalmente i lavoratori che non dichiarano il reddito derivante da lavori part-time ancora in corso o che intraprendono un'attività autonoma senza presentare la comunicazione all'INPS.

 Inoltre, se si maturano i requisiti per la pensione o si ottiene l’assegno di invalidità rinunciando alla Naspi, l’INPS sospende l’erogazione della prestazione, in quanto il fruitore del beneficio perde il diritto all’indennità. Infine, se il fruitore del beneficio non partecipa ai corsi di orientamento previsti, scatta la riduzione o la sospensione della prestazione.

Praticamente, decadono dalla Naspi i lavoratori che rientrano in una delle seguenti situazioni:

  • perdita dello stato di disoccupazione;
  • omette di comunicare all'INPS l'inizio di un nuovo lavoro;
  • omette di comunicare i redditi derivanti da lavori part-time ancora in corso;
  • non dichiara l'inizio di una nuova attività lavorativa autonoma o parasubordinata e il relativo reddito previsto;
  • matura i requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia o per la pensione anticipata ordinaria o altro trattamento ordinario;
  • ha diritto all'assegno ordinario di invalidità e rinuncia alla Naspi;
  • non adempie all'obbligo di partecipare alle iniziative di orientamento previste dalla normativa.

Casi di sospensione dell’indennità di disoccupazione nel 2025

Secondo l’INPS, ci sono delle condizioni in cui l’erogazione della Naspi può essere sospesa temporaneamente, quali:

  • rioccupazione con contratto a termine: se la durata massima è di 6 mesi e il reddito non supera 8.174 euro (previa comunicazione del reddito annuo presunto);
  • nuova occupazione all’estero: sia in un Paese UE che in uno extracomunitario o con convenzioni bilaterali.

Naspi ed età pensionabile: Cosa succede a 67 anni?

Nelle scorse settimane, complice l'entrata in vigore delle nuove norme introdotte dalla legge 207/2024, sono arrivate molte richieste sulla compatibilità della Naspi con l’età pensionabile.

Ed è proprio in questo contesto che si inseriscono le precedenti disposizioni normative sull'indennità, nelle quali viene spiegato che i lavoratori che hanno compiuto o compiono 67 anni (età pensionabile) possono percepire la Naspi, a condizione che non abbiano ancora maturato i requisiti per l'accesso alla pensione di vecchiaia o alla pensione anticipata ordinaria.

  • Ad esempio, Mario, che ha compiuto 67 anni di età (età pensionabile) ma non ha ancora accumulato i 20 anni di contributi necessari per la pensione di vecchiaia, può continuare a percepire la Naspi secondo le modalità previste dalla legge.
  • Al contrario, Felice, avendo maturato i requisiti pensionistici, ovvero 67 anni e 20 anni di contributi per la pensione di vecchiaia, oppure 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi per le donne) per la pensione anticipata, ha perso il diritto all'indennità di disoccupazione.

Naspi 2025: tutte le novità e le nuove regole da conoscere

Per contrastare gli abusi legati alla Naspi, il governo Meloni ha introdotto nella Legge di Bilancio 2025 nuove disposizioni per regolare l’accesso all’indennità. Le nuove regole riguardano in particolare i lavoratori che, dopo aver rassegnato le dimissioni volontarie o cessato consensualmente un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, trovano un nuovo impiego e successivamente subiscono un licenziamento. Dal 1° gennaio 2025, un lavoratore che si trova in una delle seguenti situazioni potrà accedere alla Naspi solo se soddisfa requisiti specifici:

  1. ha rassegnato dimissioni volontarie o interrotto un contratto a tempo indeterminato tramite risoluzione consensuale (accordo tra datore di lavoro e lavoratore);
  2. ha trovato un nuovo impiego entro 12 mesi dall’interruzione del precedente contratto;
  3. è stato successivamente licenziato dal nuovo datore di lavoro.

In questi casi, per ottenere l’indennità, è necessario aver maturato almeno 13 settimane (circa 3 mesi) di contribuzione previdenziale durante il nuovo rapporto di lavoro.

Non sono previsti cambiamenti per i lavoratori che perdono il lavoro in modo involontario o per chi rientra in situazioni particolari (es. dimissioni per giusta causa). Considerate queste condizioni, il diritto alla Naspi resta subordinato al rispetto di requisiti quali lo stato di disoccupazione e 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni.

Domande frequenti sulla Naspi, l’età pensionabile e le novità del 2025

  1. Quali sono gli errori che portano alla perdita della Naspi? La perdita della Naspi avviene quando il lavoratore non comunica i redditi da lavoro part-time, omette di dichiarare l’inizio di una nuova attività lavorativa o non partecipa ai corsi di orientamento. Inoltre, la Naspi viene sospesa se si raggiungono i requisiti pensionistici.
  2. La Naspi è compatibile con l’età pensionabile di 67 anni? Sì, i lavoratori che compiono 67 anni possono continuare a percepire la Naspi, a condizione che non abbiano già maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o la pensione anticipata.
  3. Quali sono le novità introdotte dalla riforma Naspi nel 2025? Dal 2025, per accedere alla Naspi, è necessario avere accumulato almeno 13 settimane di contribuzione nel nuovo lavoro e non aver lasciato volontariamente un impiego senza trovarne uno nuovo entro 12 mesi.
AUTORE
foto autore
Antonella Tortora
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE