24 Jan, 2025 - 12:52

Haier, ex Candy, ferma la produzione di lavatrici a Brugherio, Fiom Cgil: "In crisi il settore industriale"

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Haier, ex Candy, ferma la produzione di lavatrici a Brugherio, Fiom Cgil: "In crisi il settore industriale"

Candy per oltre 70 anni ha fatto rima con Brugherio. Nel 1961 il fondatore Eden Fumagalli portò nel comune della provincia di Monza e Brianza la produzione della lavatrice. La lunga storia dell'azienda che per prima portò nelle case degli italiani questo tipo di elettrodomestici si interromperà a giugno 2025. La Haier, la multinazionale cinese che nel 2018 acquisto la società dalla famiglia Fumagalli per quasi 500milioni di euro, ha deciso di interrompere l'attività.

L'ultima lavatrice uscirà dallo stabilimento il 30 giugno 2025. Il sito verà riconvertito, è previsto un piano per garantire la continuità occupazionale. In che cosa consiste? Ancora non è chiaro, ma il 29 gennaio 2025 Haier presenterà in Assolombarda i dettagli del progetto alle sigle sindacali e alle Istituzioni. "La società ha garantito che contestualmente alla cessazione della produzione ci sarà una sorta di riconversione industriale, un nuovo progetto industriale del quale per oggi non sappiamo proprio nulla - spiega Pietro Occhiuto, segretario della Fiom Cgil Monza e Brianza. Noi chiediamo che non ci siano ulteriori tagli del personale". 

"Il progetto di riconversione sarà avviato per minimizzare l'impatto sociale e garantire il ruolo strategico del sito di Brugherio", scrive in una nota stampa Haier. 

Qual è la situazione dal punto di vista occupazionale? "Sono stati dichiarati un centinaio di esuberi, tra impiegati e operai - continua Occhiuto - abbiamo siglato un accordo con Haier per gestire l'uscita in maniera soft, dei lavoratori che su base volontaria aderiranno a una procedura legata ad un incentivo economico". 

La prassi è stata confemata da Haier, il maggiore produttore al mondo di elettrodomestici. In una nota stampa specifica che "il piano di esodo volontario dei dipendenti di Vimercate e Brugherio coinvolgerà 100 dipendenti – di cui 64 di sede – e mira a fornire un percorso equo e volontario per coloro che desiderano esplorare nuove opportunità al di fuori dell’azienda". Gli esodi incentivati sono stati avviati già da luglio 2024.

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Haier nella nota stampa specifica che il piano prevede la razionalizzazione delle proprie attività in Europa. "Nello stesso giorno in cui ci informava della cessazione delle attività a Brugerio - racconta Occhiuto - la società comunicava anche la chiusura dello stabilimento di Aricestii Rahtivani in Romania entro marzo 2025. Nemmeno l'est europeo ormai sembra più conveniente per produrre".

I dipendenti che si ritroveranno senza un impiego potranno inserirsi nuovamente nel mercato del lavoro? "Sarà difficile per via dell'età - afferma - non sono vicini alla pensione ma non sono più giovanissimi, avranno delle difficoltà a trovare un nuovo impiego. Inoltre l'Italia sta attraversando un periodo di crisi in tutti i settori industriali. Dagli elettrodomestici all'automotive. Le aziende non assumono più, anzi. Negli incontri che stiamo avendo, le società ci manifestano la necessità di ridurre il personale e di far ricorso alla cassa integrazione".  

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Le previsioni descritte da Pietro Occhiuto sono cupe. Ormai in Italia non si producono più elettrodomestici? "E' praticamente quello che sta accadendo. La multinazionale turca Beko ha deciso di chiudere gli stabilimenti nel nostro paese, quelli che aveva acquistato un anno fa da Whirlpool. Resta Elettrolux ma anche in questo caso le condizioni sono motivo di grande preoccupazione".

La crisi del settore industriale rischia di mettere in ginocchio l'economia dell'Italia. "Un insieme di motivi sta portando alla scomparsa della produzione industriale. Le aziende decidono di andarsene dall'Italia e di produrre dove il lavoro costa meno e poi assistiamo all'assenza di politiche industriali da parte del Governo. Non vengono stanziate risorse adeguate per rendere competitivo il settore, il mercato e la produzione. A rimetterci sono i lavoratori che si vedono privati del loro futuro". 

Haier spiega così la decisione di fermare la produzione delle lavatrici a Brugherio e la chiusura dello stabilimento in Romania: "Il processo di razionalizzazione intrapreso da Haier Europe deriva dal difficile contesto che attualmente interessa il settore degli elettrodomestici in tutta Europa. Come condiviso con i Sindacati, gli ultimi tre anni hanno visto un calo significativo della domanda, accompagnato da una progressiva erosione dei margini di profitto. Questa situazione è stata ulteriormente aggravata dalle tensioni geopolitiche e dalle pressioni inflazionistiche, che hanno inciso negativamente sulla fiducia dei consumatori, rendendo necessaria l’adozione di misure strutturali".

Un'altra azienda in profonda crisi nel territorio brianzolo è la Peg Perego, lo storico marchio italiano legata ai prodotti per bambini. Per una serie di motivazioni, come il calo delle nascite e la concorrenza delle aziende straniere, l'azienda rischia di chiudere. 

 

 

 


                
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Emanuela Valente
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