La Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a tre anni di reclusione per Amanda Knox, accusata di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba. Si chiude così la lunga e tormentata vicenda giudiziaria legata all’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, avvenuto nel novembre 2007 a Perugia. "È una sentenza totalmente inaspettata per noi e ingiusta per Amanda, siamo increduli. Leggeremo le motivazioni", il commento dei suoi avvocati.
I giudici erano chiamati a esprimersi sulla sentenza con cui, lo scorso giugno, la Corte d’Assise d’Appello di Firenze aveva condannato Amanda Knox a tre anni di reclusione, stabilendo che, comunque, non sarebbe stata incarcerata per via della ingiusta detenzione subita tra il 2007 e il 2011 in relazione all’omicidio Kercher.
Durante la requisitoria in aula, stamattina il procuratore generale aveva chiesto - per la cittadina americana - la conferma della condanna. I suoi difensori, Carlo Dalla Vedova e Luca Luparia Donati, che avevano dichiarato di essere fiduciosi, avevano invece chiesto di ribaltare il verdetto, sottolineando di avere "argomenti molto forti". La loro assistita non era presente.
“È a casa con la sua famiglia – avevano spiegato i legali - Sta aspettando fiduciosa e rispettosa della giustizia, come ha sempre fatto, e confida di poter chiudere questa vicenda”. “Ho fatto come Tony Soprano e sono svenuta”, le sue parole su X prima della lettura della sentenza, con cui la Suprema Corte l’ha riconosciuta una volta per tutte colpevole.
Welp, I pulled a Tony Soprano today and fainted. Wasn't looking at ducks, just staring down the verdict that’s coming my way from Italy’s highest court tomorrow morning. It doesn't get easier, no matter how many times I’ve been through this.
— Amanda Knox (@amandaknox) January 23, 2025
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Arrivando in Cassazione, Patrick Lumumba aveva dichiarato ai giornalisti: “Credo nella giustizia italiana: Amanda ha sbagliato, mi ha calunniato e anche se non mi ha mai chiesto scusa, mi aspetto che questa condanna venga confermata”.
L’avvocato Carlo Pacelli, che lo assiste, aveva aggiunto: “Dopo la povera Meredith, Lumumba è la seconda vittima di questa vicenda giudiziaria. Noi chiediamo giustizia”. Secondo l'accusa, nel 2007, Amanda Knox incolpò l’uomo – per il quale lavorava in un pub del centro storico di Perugia – dell’omicidio della coinquilina inglese, pur sapendolo innocente.
Lumumba fu arrestato e trascorse 14 giorni in carcere, salvo poi essere scagionato da ogni accusa e liberato: per la notte del delitto aveva un alibi. “Ha subito danni devastanti, sia morali che economici, dalla calunnia nei suoi confronti”, aveva detto il suo legale nell’annunciare che oggi, al contrario dell’imputata, sarebbe stato presente in aula.
"Sono molto soddisfatto", ha dichiarato Lulumba a margine dell'udienza che ha riconosciuto la donna colpevole. "Me lo sentivo e saluto con grande onore la giustizia italiana".
Per l’omicidio di Meredith Kercher è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione il cittadino ivoriano Rudy Guede, che oggi si è rifatto una vita a Viterbo. Secondo la ricostruzione ufficiale, avrebbe ucciso la studentessa inglese (in concorso con ignoti) dopo essere entrato nella sua abitazione di via della Pergola per rubare, abusandone.
L’uomo, però, si è sempre proclamato innocente, puntando il dito, in particolare, contro Knox e l’allora fidanzato Raffaele Sollecito, accusati del delitto e poi definitivamente assolti per “non aver commesso il fatto” a causa della mancanza di prove certe. Dopo il lungo iter processuale che li ha visti coinvolti, si sono entrambi trasferiti all’estero.
Il primo lavora come cloud architect per diverse aziende; Knox, invece, è diventata una scrittrice. Insieme al marito e ai figli vive nello stato di Washington. Si è parlato molto, di recente, dell’inizio delle riprese della sua nuova serie tv “Amanda. A coming of age horror”, incentrata proprio sul delitto di Perugia.