Potrebbe essere finito il periodo di esilio, con il ritorno delle squadre russe in Eurolega di basket. La voce che sta circolando ormai da qualche giorno è che le squadre russe, che erano state escluse con lo scoppio della guerra in Ucraina nel febbraio del 2022, potrebbero, dopo tre anni, tornare a competere in manifestazioni europee come l'Eurolega e l'Eurocup. Che sia un’apertura allo sport russo?
Una cosa è certa, nell’Eurolega sarebbe più un motivo economico. La massima competizione di basket del Vecchio continente è alla ricerca di nuovi fondi e, dopo aver firmato, per il secondo anno consecutivo, un accordo che prevede le Final Four ad Abu Dhabi, ora c’è in programma di ampliare il numero delle squadre partecipanti a venti, con il possibile ritorno delle squadre turche.
Le squadre russe, escluse dal 2023, potrebbero tornare a competere in manifestazioni europee di basket dal prossimo anno. La decisione era stata presa dopo che Vladimir Putin, l'attuale presidente della Russia, nel febbraio del 2022, aveva deciso di invadere i confini dell’Ucraina. L’ECA per difendere i club europei e affliggere una punizione a quelli russi decise così di escluderli da qualsiasi competizione continentale. Non è la prima volta che le squadre di un campionato vengono escluse da una manifestazione europea: una cosa simile avvenne alla Jugoslavia dal 1992 al 1995, e anche in quel caso l’esclusione durò tre anni.
Presto l’esclusione dei club russi potrebbe essere annullata. Dietro a questa revoca ci sarebbe la volontà di un’espansione possibile nel breve periodo dell’Eurolega da diciotto a venti squadre a partire dalla stagione 2025/26. Questa decisione potrebbe così coinvolgere i club russi e un loro reintegro. Ne ha parlato Goran Šašić, direttore esecutivo del board degli allenatori di Eurolega, che ha recentemente dichiarato: “Negli ultimi due giorni abbiamo assistito a grandi cambiamenti geopolitici. Penso che le squadre russe torneranno presto.”
Una decisione che interessa da vicino anche una squadra italiana, la Virtus Bologna, non detentrice della licenza pluriennale, ma anche e soprattutto il CSKA Mosca, che è una delle squadre fondatrici dell’Eurolega. Il secondo posto potrebbe essere assegnato allo Zenit San Pietroburgo o all’Unics Kazan, con la prima squadra in vantaggio. È vero che l’espansione delle squadre ammese alla prossima Eurolega, dalle diciotto attuali a venti, non ha come obiettivo principale quello di reintegrare le squadre russe, ma piuttosto di portare nuovi fondi a una manifestazione che già da alcuni anni sta cercando nuovi investitori.
È infatti il secondo anno che le Final Four si disputeranno non più in Europa ma ad Abu Dhabi. Infatti tra gli obiettivi degli organizzatori dell’Eurolega non c’è solo quelli di estendere la competizione a venti ma addirittura a ventiquattro nei prossimi anni, portando così ad avere maggiori partite, appeal, introiti pubblicitari e diritti televisivi.
Sono ormai tre anni che le squadre russe sono state dall’Eurolega. La decisione ufficiale è stata presa nel giugno 2022 con effetto immediato dalla stagione successiva. L’esclusione di tutte le squadre dalle competizioni europee, non solo nel basket ma anche nel calcio e agli atleti di qualsiasi sport a gareggiare con una bandiera neutra. La decisione fu presa come risposta, o punizione, allo sport russo dopo l’invasione di Putin in Ucraina il 24 febbraio del 2022. Nel basket, la decisione è stata presa dal board dell’ECA (l'Associazione dei club europei che rappresenta le società calcistiche a livello europeo). Alla base di questa decisione l’esclusione di qualsiasi club russo nell’Eurolega e dall’Eurocup ritirando anche la licenza annuale a Unics Kazan, Zenit San Pietroburgo e Lokomotiv Kuban Krasnodar ma, soprattutto, sospendendo l'accordo pluriennale con il CSKA Mosca, socio fondatore del massimo campionato continentale.