23 Feb, 2025 - 16:05

Stati Uniti e Canada ai ferri corti, anche nell’hockey volano schiaffi

Stati Uniti e Canada ai ferri corti, anche nell’hockey volano schiaffi

Stati Uniti e Canada non si sono mai sopportati e ancora di meno nell’hockey, lo sport in cui ciascuno crede di essere più forte dell’altro. Le recenti dichiarazioni del Presidente Donald Trump di annettere il confinante Paese hanno acceso ancora di più la tensione tra questi due vicini. Giovedì le due Nazioni si sono incontrate in un match di hockey sul ghiaccio tutt’altro che banale, il 4 Nations Face-off e come spesso accade sono volati schiaffi.

La rivalità tra Stati Uniti e Canada è forse la più sentita nell’hockey

Il Canada si sente superiore e gli Stati Uniti a essere secondi a qualcuno proprio non ci vogliono stare. Ad accendere ancora di più il clima pre partita anche le recenti dichiarazioni del Presidente a stelle e strisce Donald Trump sui dazi al Canada e che un giorno potrebbe diventare il 51° Stato:

“Un giorno, forse presto, il Canada potrà diventare il nostro e importantissimo 51° Stato”.

Giovedì le due Nazioni si sfidate nel 4 Nations e come era prevedibile in un clima di tensione con risse e inni fischiati. Il 4 Nations è un torneo che ha sostituito l’All Star Game con i migliori giocatori degli Stati Uniti, Canada, Svezia e Finlandia. Un torneo tra le migliori quattro Nazioni al mondo di hockey con semifinali e poi finale. Già nel pre partita tra Stati Uniti e Canada si era capito che il clima fosse tesissimo con l’inno americano fischiato da pubblico di Boston.

Iniziata la partita e i giocatori se ne sono date subito di santa ragione. Matthew Tkachuk sfida Brandon Hagel e parte subito la prima rissa. Sembra tutto risolto, ma non è così, perché non c'è il tempo di ristabilire la pace che Brady Tkachuk se la prende con Sam Bannet e volano altri schiaffi. Alla fine a vincere il 4 Nations Face-off è il Canada, il quarto della sua storia, battendo proprio gli Stati Uniti con il punteggio di 3 a 2 all’overtime.

A decidere la finale un gol di Connor McDavid, il più forte e talentuoso giocatore del mondo. Sempre di più simbolo dell’orgoglio nazionale canadese. Il gol di McDavid che ha deciso la partita nei temi supplementari è pura magia, un tiro rapido preciso nell’angolo alto. Il clima di tensione c’è poi stato anche a fine partita nelle parole del Primo Ministro canadese Justin Trudeau su X che ha confermato che quanto visto sul ghiaccio non era hockey con una dichiarazione che lascia poco spazio ai dubbi: 

“Non potete prendervi il nostro Paese, non potete prendervi il nostro gioco”.

Una frase diretta esplicitamente al Presidente Donald Trump. Un altro episodio della sfida tra Canada e Stati Uniti è rinviato al prossimo anno quando le due Nazioni si sfideranno di nuovo e questa volta sarà in Italia, a Milano, magari in occasione delle Olimpiadi invernali.

Qual è la più grande rivalità nell’hockey?

Senza ombra di dubbio la più grande rivalità nell'hockey è quella tra Colorado Avalanche e Detroit Red Wings. Tutto parte nel lontano 1996 durante le Finali di Western Conference. Erano le due franchigie più forti dell’epoca ed era normale che la rivalità fosse sentita. L’episodio che dà avvio a questa rivalità nasce quando i Red Wings non digeriscono la carica che Claude Lemieux, in gara 6, aveva inflitto a Kris Draper, Lemieux carica da dietro Draper schiacciandolo contro la balaustra.

Draper si infortuna alla mandibola, si rompe il naso e riporta un trauma cranico e numerose escoriazioni. Negli anni successivi, ogni qual volta le due squadre si incontrano, nascano risse con vere e proprie scene da far west per una rivalità che va avanti da quasi trent’anni.

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Lorenzo Petrucci
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