25 Feb, 2025 - 16:05

Quanto guadagna un arbitro in Serie A? L’Italia è la terza in Europa per stipendi

Quanto guadagna un arbitro in Serie A? L’Italia è la terza in Europa per stipendi

Ogni fine settimana gli arbitri sono al centro di polemiche e discussioni ma quanto guadagna un arbitro in Serie A? L’Italia è sul podio europeo per gli stipendi degli arbitri dopo la Spagna e la Germania. Arbitrare una gara in Serie A vale 4.000 euro, quasi il triplo in Champions League. Il divario tra direttore di gara e gli assistenti è evidente: il quarto uomo guadagna 500 euro a partita, gli assistenti di gara 1.400 ciascuno, 1.700 per chi è al Var e 800 all’Avar.

Quanto guadagna un arbitro in Serie A? L'Italia viene dopo Spagna e Germania

Gli arbitri in Serie A sono tra i più ricchi in Europa, dietro solo alla Spagna e alla Germania ma superiore ai colleghi francesi e inglesi. Un direttore di gara in Italia guadagna 4.000 euro a partita. Nel contratto con la FIGC, i fischietti intascano un gettone a gara uguale per tutti a seconda del ruolo svolto (sia che si arbitri un big match come può essere Inter-Milan o una sfida salvezza come Verona-Venezia), più il rimborso spese. In media un arbitro italiano guadagna circa 160 mila euro all'anno con una media venti gare dirette su trentotto. Molto quindi dipende dalle partite dirette e dal ruolo se come primo arbitro, assistente, quarto uomo, Var o Avar.

In Serie A dirigere una gara come primo arbitro vale 4.000 euro lordi, il quarto uomo 500, il Var 1.700, l’Avar 800 e gli assistenti sul campo 1.400. Le differenze non sono solo tra i vari ruoli ma anche tra Serie A e Serie B, nel campionato cadetto l’arbitro guadagna 2.000 euro, 800 al Var, 400 all’Avar, 500 per il quarto uomo e 600 per gli assistenti. In Spagna un arbitro arriva a guadagnare 4.830 euro lordi a gara e in Germania 5.800.

La vita dell’arbitro non è spesso facile tra trasferte, lamentele, insulti e poche soddisfazioni. In Italia ci sono oltre 30 mila arbitri di calcio, per la precisione sono 30.577, tra cui 1834 donne. La carriera di un arbitro dura in media dai dieci ai quindici anni ma non è facile arrivare in Serie A o in Serie B per provare a guadagnare queste cifre. La differenza più netta è quella che riguarda tra serie dilettantistiche e professionistiche ma ancora di più tra Serie C e Serie B.

Molti arbitri si fermano in Serie C perché la scrematura poi inizia ad essere più netta, basti pensare che nella terza serie del calcio italiano ci sono tre gironi da venti squadre e quindi sessanta partite ogni fine settimana, mentre in Serie A e Serie B si scende a dieci partite ogni week end. È pur vero che in Serie C (tranne che per la fase finale dei play off) non vengono utilizzati Var e Avar. Guadagnare bene come arbitro quindi è abbastanza complicato, a meno che non si arriva ad alti livelli, ma è una questione per pochi eletti. Molti arbitri infatti oltre a dirigere partite nel week end, durante la settimana svolgono un secondo lavoro.

Quanto guadagna un arbitro in Champions League ed Europa League?

Aumentando il livello del torneo, cresce anche il compenso degli arbitri.
In Champions League un direttore di gara può arrivare a guadagnare cifre molto importanti. 6.000 euro per una gara dei sedicesimi di finale di Champions League, 7.500 per i quarti di finale semifinale, 10.000 per la finale. Gli assistenti 1.800 per i sedicesimi, 2.500 per quarti e semifinale e 3.000 per l’atto conclusivo.

Importante anche il compenso nella seconda competizione continentale per club, in Europa League un arbitro arriva a guadagnare 5.500 euro per una gara dei sedicesimi (1.650 per gli assistenti), 6.000 ai quarti e semifinale (1.800 per gli assistenti) e 7.500 per la finale (2.250 per gli assistenti). In Italia gli arbitri internazionali sono attualmente undici: Davide Massa, Maurizio Mariani, Marco Guida, Simone Sozza, Andrea Colombo, Matteo Marcenaro, Matteo Marchetti, Luca Pairetto, Davide Chiffi, Fabio Maresca e Maria Sole Ferrieri Caputi.

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Lorenzo Petrucci
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