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C'era una volta la realtà. Poi è arrivato Donald Trump con la sua Intelligenza Artificiale, la sua propaganda da televendita e il suo inconfondibile senso della modestia, e la realtà si è dissolta in una patinata illusione da spot pubblicitario. Il video condiviso dal presidente degli Stati Uniti sui suoi account ufficiali mostra ciò che lui chiama il futuro di Gaza: spiagge dorate, bambini felici, lusso sfrenato e una vita spensierata. Non fosse che Gaza, oggi, è un cumulo di macerie, un inferno di morte e distruzione, una prigione a cielo aperto. Ma poco importa: nel mondo di Trump, i problemi si risolvono con un click e un jingle accattivante.
[advBanner]Questa non è satira. Questo è il riflesso di un presidente che tratta le guerre e le crisi umanitarie come scenografie da reality show. L'idea che la Striscia di Gaza possa trasformarsi nella "riviera del Medio Oriente", grazie a un progetto americano che ignora completamente la tragedia umana in atto, non è solo ridicola, ma è anche offensiva.
[advBanner]Per comprendere il livello di assurdità di questa operazione mediatica, basta soffermarsi su alcuni dettagli del video. Elon Musk che lancia banconote come un moderno imperatore romano che getta monete alla plebe, Trump stesso ritratto come una divinità della nuova era, sdraiato accanto a Netanyahu mentre sorseggia un drink al sole, con sullo sfondo una sua statua in oro. E che dire delle danzatrici del ventre con la barba? Sarebbero i militanti di Hamas trasformati in ballerine? Un'immagine di pessimo gusto, che forse tradisce una particolare perversione di Trump, segretamente attratto da quei transgender a cui vorrebbe togliere ogni diritto.
[advBanner]C'è una sfacciataggine quasi ipnotica in tutto questo: come se bastasse immaginare un futuro dorato per cancellare la realtà di bombardamenti, carestie, assedi e morte. La proposta trumpiana – che mira a una riqualificazione economica della Striscia, a patto che la popolazione accetti senza batter ciglio la distruzione della propria terra e l'annientamento delle proprie radici – viene confezionata come un pacchetto vacanze. "Niente più tunnel, niente più paura", recita la canzone. Ma per chi? Per i gazawi, o per chi vuole trasformare Gaza in un luna park per miliardari in cerca di una destinazione esotica?
[advBanner]Non è la prima volta che Trump dimostra una visione del mondo degna di un film distopico diretto da un venditore di multiproprietà. Per lui, non esistono crisi politiche o sofferenze umane, ma solo bruttezza da eliminare e sostituire con lusso e sfarzo. Gaza oggi è uno scenario da incubo? Perfetto, basta trasformarla in una meta turistica con cocktail e grattacieli, e il problema è risolto. Poco importa che la soluzione sia impossibile, cinica e delirante. L'importante è vendere l'illusione.
[advBanner]Ciò che rende questa visione ancora più inquietante è la totale assenza di consapevolezza del contesto. Gaza non è un'area degradata che ha bisogno di un restyling, è il teatro di un dramma umanitario senza precedenti. Ridurre tutto a una questione estetica, come se la sofferenza potesse essere spazzata via con un progetto di riqualificazione turistica, è un insulto alla storia e alla memoria delle vittime.
[advBanner]Il dettaglio più scioccante di tutta questa operazione non è nemmeno il contenuto del video, ma il fatto che Trump lo abbia diffuso attraverso i suoi canali ufficiali. Come se fosse una proposta seria. Come se fosse normale trasformare una tragedia in una pubblicità da villaggio vacanze. Nessun presidente prima di lui ha mai osato tanto nel mistificare la realtà, nel ridurre la geopolitica a un meme grottesco.
[advBanner]A prescindere dalla follia di questa grottesca messa in scena, il sogno di Trump è semplicemente irrealizzabile. Il presidente americano infatti non dispone dell'autorità legale, né dei mezzi militari o diplomatici per imporre la sua visione.
[advBanner]Questo video è più di una semplice provocazione. È un assaggio di un futuro in cui la realtà non conta più, in cui il potere può riscrivere la storia con un filtro Instagram e un video in CGI. E la cosa più spaventosa è che questa narrazione non si limita a un post sui social. È un paradigma che si sta diffondendo ovunque: la sostituzione della verità con una versione glamour, studiata a tavolino per sembrare irresistibile.
[advBanner]Il video su "Trump Gaza" è una finestra sulla mente di un leader che non ha più alcun contatto con la realtà, che crede davvero che il mondo possa essere ridotto a una simulazione virtuale in cui le guerre si risolvono con qualche immagine dorata e una colonna sonora catchy. Ma la verità è più dura, più complessa, più tragica. E non basteranno mille video in CGI per nasconderla.
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