I lavoratori che hanno subito omissioni dei contributi da parte del datore di lavoro possono recuperare i periodi non coperti. Ciò è possibile grazie alle nuove disposizioni dell’Istituto sulla costituzione della rendita vitalizia, ma nel 2025 c’è una particolare novità.
L’Inps fa presente la novità con una circolare pubblicata il 24 febbraio 2025, nella quale fornisce spiegazioni che il lavoratore può farsi carico della rendita vitalizia anche senza coinvolgere il datore di lavoro, anche quando tale diritto è già prescritto.
Nell’articolo, vediamo come funziona la rendita vitalizia alla luce delle novità introdotte dal decreto Lavoro e delle istruzioni Inps.
La rendita vitalizia Inps è uno strumento che permette il recupero dei periodi contributivi non versati dal datore di lavoro e ormai prescritti. Questo strumento si rivela molto utile e vantaggioso per i lavoratori che si trovano con vuoti contributivi perché permette loro di evitare una riduzione della futura pensione per circostanze indipendenti dalla loro volontà.
Prima delle novità introdotte, la richiesta per la costituzione della rendita vitalizia poteva essere presentata dal datore di lavoro o, in alcuni casi, dal lavoratore in sostituzione di quest'ultimo. Tuttavia, entrambi dovevano rispettare un termine di prescrizione di dieci anni.
Con l’introduzione delle nuove regole, recepite dall’Inps nella circolare n. 48/2025, il lavoratore ha la possibilità di richiedere la costituzione della rendita vitalizia anche dopo la prescrizione. Tuttavia, in questo caso, il lavoratore deve farsi interamente carico dei costi.
I lavoratori che si trovano con vuoti contributivi possono recuperare, quindi, i contributi persi, presentando una domanda all’Inps.
Si tratta di:
L’Inps spiega che una delle novità introdotte dal decreto Lavoro è proprio la possibilità del lavoratore di richiedere la costituzione della rendita vitalizia anche dopo la prescrizione dei contributi persi.
L’onere, però, ricade interamente sul lavoratore, senza la necessità di coinvolgere il datore di lavoro.
Il diritto a richiedere il recupero dei contributi mancanti diventa dunque imprescrittibile.
I contributi che si possono recuperare a proprio carico devono essere prescritti, ovvero non più recuperabili direttamente dall’Istituto o dal datore di lavoro.
È sempre necessario fornire prova dell’esistenza del rapporto di lavoro per il periodo di contribuzione mancante. Inoltre, l'istanza deve essere accompagnata dalla documentazione necessaria per il calcolo dell'importo dovuto.
Per richiedere il riscatto dei contributi all’Inps, ci sono diversi casi a seconda di chi presenta la domanda.
Nel caso del datore di lavoro, la domanda può essere trasmessa solo nel momento in cui la rendita vitalizia non è ancora prescritta.
Il lavoratore o i suoi superstiti possono inviare la domanda solo se la rendita non è ancora prescritta. Quando, invece, la prescrizione è già maturata, il lavoratore ha la facoltà di richiedere il riscatto, ma assumendosi l’intero onere a suo carico.
Passando alle modalità di richiesta si deve accedere al portale Inps, autenticandosi con le credenziali Spid, Cie o Cns. Una volta eseguito correttamente l’accesso si deve cliccare su Riscatto dei periodi per contributi omessi e prescritti e compilare il modulo di richiesta. Nel farlo, si deve indicare il periodo da recuperare e allegarvi la documentazione.
L’Istituto esaminerà la domanda e calcolerà l’importo da versare. Una volta effettuate le operazioni, il richiedente deve provvedere a versare quanto dovuto. Infine, si deve attendere la conferma dell’Inps.
Se la domanda è stata presentata prima del 2025 e risulta ancora in sospeso, sarà automaticamente esaminata e gestita secondo le nuove disposizioni.
I lavoratori che hanno subito omissioni nei contributi possono recuperare i periodi non coperti grazie alle nuove disposizioni dell'Inps, come spiegato nella circolare del 24 febbraio 2025.
La novità principale riguarda la possibilità per il lavoratore di richiedere la rendita vitalizia anche dopo la prescrizione dei contributi, assumendosi completamente i costi.
I contributi recuperabili devono essere prescritti e il lavoratore deve fornire prova del rapporto di lavoro.
La domanda può essere inviata tramite il portale Inps, autenticandosi con le credenziali digitali.
Se la domanda è stata presentata prima del 2025, sarà trattata secondo le nuove regole.