03 Mar, 2025 - 13:46

Meloni Supereroe, Donzelli svela la sua missione per salvare l'Occidente e l'Ucraina

Meloni Supereroe, Donzelli svela la sua missione per salvare l'Occidente e l'Ucraina

Non sarà in missione per conto di Dio, ma poco ci manca. Secondo Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in questi giorni è tanto impegnata a salvare l'Occidente e i suoi valori che non ha tempo per curarsi delle divisioni in politica estera di cui soffre la maggioranza.

Ma, come afferma lo stesso Donzelli, non esistono affatto: il ragionamento del meloniano parte dal presupposto che sia Meloni a decidere l'indirizzo della politica estera italiana, che viene poi votata compatta in Aula da FdI, Forza Italia e Lega ogni qual volta si rende necessario. Il fatto che, riguardo all'incontro-scontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, o al sostegno armato all'Ucraina, i leghisti dicano A e i forzisti B, è solo un dettaglio della cronaca politica.

Donzelli si dice sicuro che le vere divisioni politiche esistono soltanto nel campo del centrosinistra e che è compito di questo governo, anzi di Meloni, riunire tutti gli stati occidentali contro chi vuole danneggiarli.

Per Donzelli Meloni ha una missione: "Impegnata a salvare l'Occidente"

In tante occasioni la premier Meloni è sembrata indossare elmetto e divisa per partire all'attacco di chi vuole il male dell'Italia o per resistere in trincea contro l'ideologia gender, il woke e le follie green che stanno fiaccando da dentro l'Unione Europea e l'Occidente. Un'immagine adatta a compattare le proprie truppe, a difesa dell'operato del proprio leader anche in momenti tesi come il progressivo allontanamento degli Stati Uniti dal sostegno all'Ucraina contro l'aggressione russa.

Giorgia Meloni è una premier in missione, per salvare il mondo occidentale da chi vuole spaccarlo: le bizze diplomatiche di Trump c'entrano poco e nulla e per l'Italia è una fortuna averla come presidente del Consiglio. Ne è convinto Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d'Italia e più convinto sostenitore che l'attuale maggioranza di governo sia compatta a prescindere e su qualunque argomento.

Si accennava a questioni di politica estera: l'incontro a Londra promosso dal premier britannico Keir Starmer per formare una "coalizione di volenterosi" a sostegno dell'Ucraina ha visto anche la partecipazione di Meloni, unico capo di governo a raccomandare di evitare divisioni in tifoserie a favore degli ucraini o degli statunitensi.

La premier italiana quindi sembra cercare di mediare fra la sua amicizia personale con il presidente degli USA, le lamentele della Lega contro ogni ipotesi di soldati italiani sul fronte ucraino e la speranza di Forza Italia di vedere un giorno la formazione di un esercito europeo.

Quisquilie, però, in confronto al più grande disegno che Meloni sta perseguendo: "Mentre il presidente del Consiglio Giorgia Meloni lavora per un'unità dell'Occidente, tra Stati Uniti e l'Europa, e anche le altre nazioni che condividono i valori dell'Occidente, qualcuno spera ancora che si divida la maggioranza! Le uniche divisioni all'interno della politica italiana sono quelle dei partiti di centrosinistra, la maggioranza è compatta: stiamo lavorando per unire il mondo occidentale".

Il motivo scatenante di queste dichiarazioni sono le note stampa e i post social che forzisti e leghisti hanno dedicato allo scontro nello Studio Ovale fra Zelensky e Trump, ma soprattutto all'attivismo militare franco-britannico per sostenere militarmente l'Ucraina. In che posizione si trova l'Italia? 

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Per fortuna abbiamo Giorgia Meloni, che ha rappresentato non solo l'Italia ma anche le necessità dell'Occidente di rimanere libero. Non dobbiamo dare fiato a tutto ciò che può dividere l'Occidente, ovviamente anche il sostegno all'Ucraina per arrivare ad una pace giusta.

Donzelli ripete infine qualcosa già indicato in analoghe occasioni. Quando si è trattato di votare, le dichiarazioni dei giorni precedenti hanno lasciato il posto alla concordia in politica estera: "Da quando è iniziata questa legislatura vedo tutte le volte le forze di maggioranza, quando arriva un atto di politica estera alla Camera, votare compatte, senza un solo parlamentare in dissonanza".

Salvini rilancia: "Lega in piazza contro le spese militari"

Nessun parlamentare in dissonanza, certo, ma i leader del partito nelle ultime 72 ore hanno frequentemente espresso opinioni contrastanti. Uno dei più attivi in tal senso è stato Matteo Salvini: il leader leghista ha annunciato per il weekend dell'8-9 marzo 2025 più di 100 piazze a favore della pace fiscale e in Ucraina e contro ogni forma di aumento delle spese militari in Europa.

È nota inoltre la forte simpatia che Salvini nutre verso Trump, cercando di convincere il suo uditorio di turno che il presidente statunitense tutto vuole fuorché il male dell'Italia. Sbaglia chi ritiene gli Stati Uniti un nemico dell'Europa e dell'Occidente. Sono anzi i guerrafondai come Ursula von der Leyen o Emmanuel Macron a voler danneggiare tutti, inviando soldati in guerra.

"Sabato 8 e domenica 9 marzo la Lega sarà presente in mille piazze in tutta Italia per chiedere la fine della guerra, nel momento in cui Macron e von der Leyen parlano di invio di truppe, di maggiori spese militari e di un esercito europeo, e per chiedere anche di accelerare sulla rottamazione di milioni di cartelle esattoriali che stanno tenendo in gabbia milioni di italiani in buonafede".

A proposito di piazze, l'iniziativa leghista sembra quasi una risposta contro le piazze che il 15 marzo molte forze politiche hanno organizzato a favore dell'Unione Europea, mentre ieri 2 marzo la comunità ucraina ha chiesto - a Roma come a Milano, Torino, Genova - all'UE di non abbandonare il suo paese.

Forza Italia fra dialogo con Trump ed esercito comune europeo

Se Salvini è contro ogni forma di esercito europeo, in casa Forza Italia la situazione è all'opposto. Proprio oggi 3 marzo il suo segretario e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affermato che l'appello di von der Leyen in tal senso è più che consono allo spirito europeista del partito. Anche Silvio Berlusconi ne era un sostenitore e se un giorno si arriverà alla difesa comune europea è un modo anche per realizzare il suo sogno.

Questo sostegno però non è realizzabile a stretto giro di posta. Lo sa bene Tajani, che come mossa preparatoria si dice convinto che i paesi della NATO dovrebbero innanzitutto aumentare le spese per la difesa e le loro forze armate fino al 2% del PIL e poi pensare a qualche forma di coordinamento fra le loro forze armate.

Punto quest'ultimo da non sottovalutare, considerato che in Europa soltanto la Francia ha a disposizione ordigni atomici e potrebbe essere un problema giuridico e politico estendere il suo ombrello nucleare anche al resto degli altri paesi UE.

Tajani, dal canto suo, afferma che tutto partirà da una modifica del patto di stabilità:

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Noi siamo sempre stati favorevoli alla difesa europea, era anche il sogno di Silvio Berlusconi. Ora bisognerà cominciare con il coordinamento tra le diverse forze armate, dovremo aumentare le nostre spese anche per quanto riguarda la Nato. L'obiettivo è superare il 2% e ovviamente bisognerà scorporare le spese per la difesa dal patto di stabilità.

I tre punti salienti dell'articolo

  • Giorgia Meloni come salvataggio dell'Occidente: Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, sottolinea che Meloni è impegnata a unire l'Occidente contro le minacce globali, sostenendo che le divisioni politiche esistano solo nel centrosinistra, mentre la maggioranza di governo è compatta nelle sue decisioni di politica estera.

  • Contrasti tra Forza Italia e Lega: nonostante la retorica di unità, esistono divergenze tra i partiti della maggioranza su temi chiave, come il sostegno all'Ucraina. La Lega è contraria all'aumento delle spese militari e all'invio di soldati, mentre Forza Italia sostiene l'idea di un esercito europeo e il rafforzamento della difesa comune.

  • Divergenze sulla difesa europea: mentre la Lega è contraria all'idea di un esercito europeo, Forza Italia, tramite il ministro degli Esteri Antonio Tajani, supporta l'idea di una difesa comune, ma ritiene che prima si debba rafforzare le forze armate NATO e aumentare le spese per la difesa.

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Pasquale Narciso
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