Sotto i colpi di Vladimir Putin e di Donald Trump sta crollando anche il Partito Democratico? Sembrerebbe di sì visti i sondaggi dello scorso mese di febbraio, il mese che si è chiuso con la riunione allo Studio Ovale in cui il presidente degli Stati Uniti e il suo vice hanno tentato di umiliare Zelensky.
Proprio quell'episodio, in ogni caso, ha dimostrato che questi non sono più tempi per dire no a Trump e al suo finto pacifismo e no all'Europa che pensa al riarmo, come da conclusione di Elly Schlein appena giovedì scorso, al termine della direzione nazionale dei dem.
Tenendo una linea troppo ambigua, evidentemente, gli elettori si allontanano. E ieri, dal punto di vista numerico, l'ha sentenziato anche Pagella Politica.
Gli effetti collaterali di una guerra si evidenziano anche lontano dal fronte. In questo caso, l'invasione russa fa danni anche al Nazareno, il quartier generale del Partito Democratico. Il motivo l'ha spiegato ieri Pagella Politica, il sito specializzato nell'analisi politica e nel fact-checking.
ha spiegato il sito, sottolineando che, se si votasse oggi, Fratelli d’Italia si confermerebbe prima forza politica del Paese. Il partito di Giorgia Meloni otterrebbe il 29,8% dei consensi: una percentuale, in ogni caso, in calo di 0,3 punti percentuali rispetto al primo mese dell'anno.
Tra gli altri partiti al governo, invece, Forza Italia fa segnare un 8,9% stabile, mentre la Lega perde un decimale in più del partito di Giorgia Meloni e si conferma terza forza del centrodestra al governo passando dall’8,7% di gennaio all’8,3% di febbraio.
Insomma, Matteo Salvini, in realtà, ha sempre meno ragioni per brindare a vodka. E bene farebbe a guardarsi maggiormente dai malumori che stanno caratterizzando la Lega negli ultimi tempi.
In ogni caso, ciò che si evince dalla super media di Pagella Politica è che la formazione politica a perdere più consensi nelle ultime settimane, quelle che hanno fatto segnare un cambio di passo drammatico sullo scenario internazionale, è quella che, sulla carta, avrebbe dovuto riceverne i maggiori benefici: il Partito Democratico.
Secondo i calcoli del sito specializzato, il partito di Elly Schlein a febbraio, rispetto a gennaio, ha perso ben l'1,1% dei consensi. Ora si attesta al 22,7%.
Al Nazareno, quindi, qualcuno dovrebbe azionare l'allarme. In fin dei conti, la cura Schlein, che il 12 marzo compirà esattamente due anni (fu eletta segretaria il 12 marzo 2023), non ha smosso più di tanto: lo zoccolo duro democratico era ed è rimasto attorno al 20%.
Viene da chiedersi, quindi, se quella che attanaglia il Partito Democratico sia una maledizione o una crisi di crescita. In realtà, i nodi politici che ne impediscono il salto di qualità rimangono evidenti. La guerra scatenata da Putin in Ucraina contro l'Occidente li sta solo evidenziando.
La linea politica decisa da Elly Schlein di non schierarsi senza se e senza ma nel campo delle forze che vogliono combattere in ogni modo l'avanzata russa in Europa sta rivelando tutte le sue pecche.
Non a caso, ieri, in piazza Santi Apostoli a Roma, dove Calenda ha organizzato con la sua Azione una manifestazione pro Ucraina dopo i fatti dello Studio Ovale, quando ha preso parola il rappresentante dei dem, è iniziata una mini-contestazione al grido:
Il riferimento era al leader del Movimento Cinque Stelle che da sempre è stato contro gli aiuti a Kyiv ma che per questo non ha perso la fiducia e la simpatia della segretaria Schlein.
Ma ora, ai dem, per riconquistare il consenso perduto, basterà qualche dichiarazione di Sandro Ruotolo e Peppe Provenzano più chiaramente contro Putin?
La stessa manifestazione lanciata da Repubblica a favore dell'Europa il prossimo 15 marzo e a cui il Pd ha aderito avrà una piattaforma ideale capace di convincere il 73% degli italiani che, stando all'Adnkronos, sui social si è schierato a favore di Zelensky, che anche il partito della Schlein fa sul serio?