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José Muñoz è uno dei più grandi maestri del fumetto del XX secolo, noto per il suo stile inconfondibile e la profonda influenza che ha avuto sul mondo dei comics.
[advBanner]Nato nel 1942 a Buenos Aires, in Argentina, Muñoz ha iniziato la sua carriera fin da giovane, mostrando una passione precoce per il disegno e il fumetto.
[advBanner]Muñoz crebbe a Pilar, una piccola località vicino a Buenos Aires, dove i suoi genitori gestivano negozi di scarpe e bar. Fin da piccolo, manifestò un interesse particolare per il disegno, che lo portò a frequentare l'atelier di Humberto Cerantonio, dove imparò disegno, scultura e pittura tra gli 11 e i 14 anni. Successivamente, si iscrisse alla "Escuela Panamericana de Arte", dove ebbe l'opportunità di studiare con maestri del calibro di Alberto Breccia e Hugo Pratt, due figure fondamentali nel panorama del fumetto argentino e internazionale.
[advBanner]Molto riservato riguardo alla sua vita privata, non è noto se Muñoz sia sposato e abbia dei figli.
[advBanner]La carriera di Muñoz nel fumetto iniziò quando aveva solo 14 anni, lavorando come lucidatore di mobili e poi come fattorino presso un sarto. Tuttavia, fu il suo lavoro come assistente di Francisco Solano López a segnare l'inizio della sua vera carriera nel mondo dei comics. Verso i 18 anni, iniziò a pubblicare le sue opere su testi di Héctor Oesterheld per le riviste "Hora Cero" e "Frontera".
[advBanner]Il suo primo grande successo arrivò nel 1963 con la serie poliziesca "Precinto 56", disegnata su testi di Eugenio Zappietro (indicato anche come Ray Collins in alcune fonti) per la rivista "Misterix", che fu poi pubblicata in Italia su "Sergente Kirk".
[advBanner]Nel 1972, Muñoz si trasferì in Europa, risiedendo prima a Londra e poi a Barcellona, prima di stabilirsi definitivamente in Italia. Fu proprio in questo periodo che incontrò lo scrittore argentino Carlos Sampayo, con cui avviò una lunga e fruttuosa collaborazione. Questa partnership portò alla creazione del personaggio di Alack Sinner, un detective privato ispirato ai romanzi hard-boiled di Philip Marlowe e Sam Spade. Alack Sinner divenne rapidamente un'icona del fumetto internazionale, grazie alla sua complessità psicologica e alle atmosfere dense e realistiche che Muñoz e Sampayo riuscivano a creare.
[advBanner]Oltre ad Alack Sinner, Muñoz ha lavorato su numerose altre serie e storie, tra cui "Nel bar" (1981), "Sudor Sudaca" (1985), "Tango e milonga" (1985), "Sophie..." (1986), "Giochi di luce" (1988), "Europa in fiamme" (1989), "Billie Holiday" (1991), "Il Poeta" (1991), "Nei bar" (2002), "Le livre" (2004), e "Carlos Gardel" (2009). Ha anche illustrato opere letterarie come "Pirati" di A. Conan Doyle, "Les damnés de la Pampa" di Manuel Prado, e "Lo straniero" di Albert Camus.
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