Oggi, prima domenica di Quaresima, è il ventitreesimo giorno di ricovero di Papa Francesco al Gemelli. Mai un pontefice aveva dovuto essere curato per tanto tempo dai medici dell'ospedale romano.
Paolo VI e Benedetto XVI non vollero mai andarci, il primo preferendo finanche subire un'operazione alla prostata in una sala chirurgica allestita in Vaticano. Giovanni Paolo II, invece, dovette per forza di cose ricevere le cure dei medici del nosocomio della capitale: dal 13 maggio 1981, in seguito all'attentato di Ali Agca, fino al 3 giugno, ma per un totale di 22 giorni.
L'ultimo bollettino del paziente Bergoglio parla di un lieve miglioramento in seguito a una buona risposta alla terapia. Ma la prognosi resta riservata e per la sua polmonite si prevede ancora una lunga degenza.
Nel frattempo, c'è da rispondere a una domanda: chi governa la Chiesa? Nei primi giorni del ricovero, sappiamo che Papa Francesco ha continuato a lavorare anche dall'ospedale. Ma le crisi all'apparato respiratorio che sono sopraggiunte lo hanno ulteriormente debilitato. Di conseguenza, all'interno delle mura leonine, come si sta affrontando questa situazione?
In settimana, in occasione del Rosario che si recita di sera in piazza San Pietro per manifestargli la vicinanza della Chiesa e dei fedeli, Papa Francesco ha fatto sentire la sua voce.
E per il Mercoledì delle Ceneri ha preparato un testo letto dal cardinale Angelo De Donatis, penitenziere maggiore nonché ex vicario per la diocesi di Roma.
ha raccontato il porporato a Repubblica
In effetti, quel messaggio è stato avvertito dai presenti in piazza San Pietro proprio così, tanto che la commozione era palpabile e si è sciolta in un lungo applauso.
Fatto sta che con la prognosi ancora riservata, un ritorno a tutti gli effetti di Papa Francesco a capo della Chiesa sembra lontano. Nel frattempo, quindi, chi la governa?
Ordinariamente, il Papa ha due vicari, il cardinale Mauro Gambetti per lo Stato vaticano e, per Roma, il cardinale Baldo Reina. Per le celebrazioni dell'anno santo, poi, il pontefice è rappresentato da monsignor Rino Fisichella, responsabile della Santa Sede per il Giubileo.
Tuttavia, un Papa è insostituibile. A meno che non faccia un passo indietro come fece nel 2013 Ratzinger, rimane imprescindibile per la Chiesa.
Proprio per questo, un team di esperti ha preparato una proposta di legge per colmare il vuoto normativo nel caso di un "Papa impedito".
Geraldina Boni, docente di diritto canonico presso l'Alma Mater di Bologna, è a capo di un pool di esperti che ha preparato una proposta di legge al fine di colmare una lacuna normativa del Vaticano, quella del "Papa impedito". Oggi, al Corriere della Sera, l'ha messa così:
La professoressa Boni ha spiegato nel dettaglio in cosa consiste la proposta di legge per il "Papa impedito": essa prevede anzitutto che il collegio dei cardinali dichiari, sulla base di una perizia medica, l'esistenza di una incapacità certa, permanente e irreversibile che non permetta al Papa di governare la Chiesa. Quest'atto dichiara di fatto la sede apostolica vacante e dà il via al Conclave.
Nei casi in cui il Papa fosse impedito solo momentaneamente, invece, la proposta di legge Boni prevede che la Chiesa sia retta provvisoriamente dal collegio dei cardinali e, per gli affari ordinari, da un collegio ristretto di 7 membri.
Questa proposta di legge per integrare il diritto canonico è nata dal gruppo coordinato dalla professoressa Boni nel 2021. Il gruppo di lavoro si avvale anche di una piattaforma on line ma, stando alle parole della professoressa, non è stata mai presa in considerazione dalla Chiesa:
Nella fattispecie di Bergoglio, ci sono documenti che indicano come agire nel caso di un suo impedimento? Sempre la professoressa Boni ha spiegato: