Non c’è stata solo la politica ad animare la manifestazione del 15 marzo 2025 a Piazza del Popolo. Una parte di Roma si è riempita di cittadini comuni (le stime oscillano tra i 30mila e i 50mila), nonché di scrittori, sindacalisti, esponenti del Terzo Settore, attori e cantanti.
Fra questi Jovanotti: il rapper e cantautore ha partecipato con un videomessaggio in cui spiegava cosa significasse per lui Europa, anzi, come vorrebbe che fosse. Se la piazza di ieri è stata (anche) un inno a ciò che in tanti vorrebbero vedere in un prossimo futuro, l'auspicio di Jovanotti è che nessuno in Europa si dimentichi dei Paesi del Sud.
Sui social però questa partecipazione, così come quella di altri intellettuali e artisti, non è andata giù: Jovanotti avrebbe avallato una pericolosa corsa al riarmamento, tradendo quanto nel 1999 aveva cantato insieme a Piero Pelù e Ligabue con "Il mio nome è mai più".
Quello del cantante è un pacifismo à la carte o un sentimento genuino? Nel frattempo la segretaria del PD Elly Schlein ha spiegato il senso della sua partecipazione alla manifestazione: "Noi siamo per un'Europa politica e federale partendo da un salto in avanti nelle cooperazioni rafforzate".
L'obiettivo certamente nobile della manifestazione a favore dell'Europa di ieri 15 marzo 2025 è stato letto in maniera ben diversa dai partecipanti e non. A Piazza del Popolo in tanti si sono rallegrati che l'Europa ci fosse, che fosse viva anche a cospetto delle intemperanze di Trump o della guerra fra Ucraina e Russia, mentre a piazza Barberini Marco Rizzo (di Democrazia Sovrana Popolare) chiede lo scioglimento dell'UE perché gli europeisti sarebbero guerrafondai asserviti alla finanza globalista.
Erano gli anni 2000, la NATO aveva bombardato la Serbia con bombe americane “arricchite” con uranio impoverito. Il pacifista #Jovanotti cantava: “Io non le lancio più le vostre sante bombe. Bombe, bombe, bombe, bombe, bombe!”. E adesso oplà, minchia che figata quelle bombe…….. pic.twitter.com/k3Lfl9Wf2V
— Arsenale Kappa Forum (@k_arsenale) March 14, 2025
In quale delle due categorie mettere Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti? Il cantante e rapper romano non era presente all'evento di ieri perché impegnato nelle prove di un suo concerto a Milano, ma ha fatto pervenire il suo messaggio con un video. L'Europa che Jovanotti vorrebbe è quella che apprezza e abbraccia la diversità culturale, specie quella del Sud.
Tutti i paesi bagnati dal Mediterraneo sono stati nei secoli crocevia di scambi commerciali, culturali, economici, teatri di sanguinose battaglie e di attività che ne hanno anche danneggiato gli ecosistemi. I fenomeni migratori, poi, sono complessità che suscitano feroci dibattiti politici e che pure, per alcuni, servirebbero a rallentare il declino demografico che paesi come l'Italia stanno subendo.
Nell'intervento di Jovanotti questa complessità di ragionamento non c'è, mentre è forte l'auspicio che l'Europa non si dimentichi nel suo futuro di ciò che accade nei paesi meridionali:
Sarebbe interessante a tal proposito capire anche quale sia il Sud che il cantante romano avesse in mente. Ci sono, come accennato, quelli bagnati dal Mediterraneo, ma anche il "Sud Globale" che secondo diversi analisti geopolitici si stanno emancipando dall'egemonia statunitense e abbracciano la retorica russo-cinese di un cambiamento necessario nell'ordine mondiale basato sulle regole.
Paesi che il capitalismo avanzato ha sfruttato e continua a sfruttare per la manodopera a basso costo e per le loro ricche risorse (naturali e non), e che avrebbero comunque il diritto di decidere autonomamente del proprio futuro.
Specie su X, la presenza in video di Jovanotti non è stata gradita. Insieme ad altri esponenti della cultura come Antonio Scurati, Luciana Litizzetto, Roberto Vecchioni o Fabrizio Bentivoglio, Jova è stato accusato di aver fatto propaganda contro la pace e a favore della guerra, contro le possibilità diplomatiche che l'Europa potrebbe mettere in campo e a favore del militarismo.
1/5
— Alessia Bruno (@Alessia00286018) March 15, 2025
"LA LISTA DEI PARTECIPANTI ALLA MANIFESTAZIONE
"NO ALLA PACE, SI AL RIARMO"
- Antonio Albanese
- Claudio Bisio
- Luca Bizzarri
- Jovanotti
- Claudio Amendola
- Corrado Augias
- Lella Costa
- Alessia Crocini (Famiglie Arcobaleno)
- Marina Cuollo
- Maurizio de Giovanni pic.twitter.com/5Ga5gkwv3u
Oltre alle ironie sul suo cachet o sui motivi reconditi che ne hanno spinto la partecipazione (con corredo di colpe a Soros o alla famiglia Elkann), in tanti hanno ricordato il servizio militare che Jovanotti svolse a Savona nel 1988 e che portò anche alla nascita di una canzone come "Asso" o la collaborazione con Ligabue e Piero Pelù per una canzone registrata contro la partecipazione italiana ai bombardamenti del Kosovo nel 1999, "Il mio nome è mai più".
Negli anni Jovanotti è stato anche accusato di fare "greenwashing" con i suoi Jova Beach Party: queste feste all'insegna dell'ecologia sorridente e che si lamenta di tutti quelli che dicono no porterebbero i partecipanti ad esser convinti di fare qualcosa con l'ambiente facendo il minimo indispensabile.
La comunicazione sulle questioni ecologiche viene poi fatta con un linguaggio catastrofista, che separa nettamente i "noi buoni" dai "loro cattivi". I Jova Beach Party sono anche accusati di aver rovinato l'ecosistema degli ambienti nei quali sono stati organizzati.
Insomma, riassumendo: Jovanotti ci è o ci fa quando parla di pace?
Questa domanda sembra non avere una risposta univoca e per alcuni non dovrebbe nemmeno essere Jovanotti a doverne parlare. La politica dovrebbe essere deputata a dare risposte, ma il quadro assume toni piuttosto sconfortanti. Non tanto per le posizioni espresse, quanto per la difficoltà di mettere insieme tanti punti di vista differenti.
Ci mancava pure Jovanotti come esperto di geopolitica.
— Gennarino 'o Mossad ????️ ???????? ????????( ex scartellato) (@arch_Corvino_) March 15, 2025
Alla manifestazione di ieri a Piazza del Popolo era presente anche Elly Schlein. La segretaria dem era osservata speciale perché nel suo partito sono presenti esponenti, come Stefano Bonaccini, che sono convinti della validità del "ReArm Europe". Schlein aveva già espresso il suo no al piano proposto da von der Leyen, ma ha spiegato perché alla fine il PD ha partecipato alla piazza dello scorso giorno:
La piazza del #15marzo vista da #Schlein: "Meravigliosa, in tanti per chiedere un'#Europa federale" pic.twitter.com/mlsWY7dJ6V
— Tag24 (@Tag24news) March 15, 2025
Partecipazione e divisioni sulla manifestazione - La manifestazione del 15 marzo 2025 a Piazza del Popolo ha visto la partecipazione di cittadini, intellettuali e artisti, tra cui Jovanotti (tramite videomessaggio). Tuttavia, l’evento ha suscitato reazioni contrastanti sui social, dove molti hanno criticato alcuni partecipanti, accusandoli di sostenere il riarmo e tradire posizioni pacifiste precedenti.
La visione di Jovanotti sull’Europa - Jovanotti ha espresso il desiderio di un’Europa più attenta ai paesi del Sud, sottolineando la ricchezza culturale e le difficoltà economico-sociali della regione. Tuttavia, il suo intervento è stato percepito come poco approfondito e strumentalizzato per attaccarlo su questioni di coerenza ideologica, in particolare per la sua passata opposizione ai conflitti armati.
Il ruolo politico e la posizione del PD - La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha chiarito la partecipazione del suo partito alla manifestazione, ribadendo la necessità di un’Europa federale e coesa. La presenza del PD è stata analizzata nel contesto di un dibattito interno sulle strategie europee, tra chi sostiene il rafforzamento della difesa e chi è contrario al piano di riarmo proposto da Ursula von der Leyen.