18 Mar, 2025 - 10:05

CU 2025, cosa fare se la Certificazione Unica non arriva?

CU 2025, cosa fare se la Certificazione Unica non arriva?

Il 17 marzo è scaduto il termine per il rilascio da parte dei sostituti d'imposta della CU 2025 (Certificazione Unica) per i redditi percepiti nel 2024: il documento essenziale per garantire che il Fisco abbia ricevuto tutte le informazioni corrette sui guadagni e sulle imposte versate.

Tuttavia, non è raro che la CU arrivi in ritardo o, in alcune circostanze, non venga proprio consegnata. Ma cosa bisogna fare in questo caso? Scopriamo insieme come ottenerla in caso di mancato rilascio, quali sono gli obblighi dei datori di lavoro e le novità per il 2025.

Prima di entrare nel merito dell'articolo, vi consigliamo la visione del video YouTube di Studio Associato Porelli sulle principali modifiche fiscali e previdenziali riguardanti la Certificazione Unica 2025.

Certificazione Unica, cos’è e perché è importante

Prima di approfondire il discorso sulla procedura da seguire in caso di mancato rilascio della CU 2025 da perte del sostituto d'imposta, è importante rispolverare l'utilità del documento e a cosa serve.

La Certificazione Unica ha sostituito il vecchio CUD nel 2015. Il suo scopo è raccogliere in un unico documento tutte le informazioni relative ai redditi da lavoro dipendente, pensione e altre entrate assimilate, facilitando la dichiarazione dei redditi.

Chiunque abbia erogato somme soggette a ritenute fiscali o contributive deve comunicarle all’Agenzia delle Entrate tramite la CU. Tale strumento consente al Fisco di monitorare il corretto versamento di tasse e contributi, evitando omissioni o irregolarità da parte di datori di lavoro e altri soggetti obbligati.

Chi deve rilasciare la CU 2025

L’onere di compilare e rilasciare la CU 2025 spetta ai sostituti d’imposta, ovvero coloro che pagano stipendi, pensioni o redditi equiparati. Il documento viene prodotto in due versioni: una sintetica per i lavoratori o pensionati e una più dettagliata per l’Agenzia delle Entrate.

L’obbligo di comunicazione riguarda non solo aziende e privati datori di lavoro, ma anche enti pubblici e chiunque abbia erogato somme soggette a contribuzione INPS, anche senza applicazione di ritenuta fiscale. Cogliamo l'occasione per ricordare ai nostri lettori che anche i  datori di lavoro domestico devono predisporre la CU 2025 per colf e badanti.

Come viene consegnata la CU

La Certificazione Unica deve essere trasmessa all’Agenzia delle Entrate e consegnata ai percettori di reddito entro il 16 marzo di ogni anno. La CU 2025 ha fatto eccezione perchè il 16 marzo cadeva di domenica, ecco perchè l'invio è slittato al 17 marzo. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore può richiederla e riceverla entro 12 giorni.

Le modalità di consegna della CU 2025 disponibili sono:

  • A mano, con rilascio di una copia cartacea;
  • Raccomandata con ricevuta di ritorno, utile per avere una prova di consegna;
  • PEC, per chi dispone di una casella di posta certificata;
  • Accesso online, attraverso l’area riservata al lavoratore messa a disposizione dal datore di lavoro.

Cosa fare se non si riceve la CU 2025

Fatte tutte le premesse del caso, per avere un quadro completo della situazione, andiamo a vedere cosa bisogna fare se la Certificazione Unica non è stata consegnata.

Se la CU 2025 non è arrivata nei tempi previsti, è necessario capire il motivo. Se il datore di lavoro ha regolarmente inviato la documentazione all’Agenzia delle Entrate, la CU 2025 sarà disponibile nel cassetto fiscale dell’interessato, accessibile tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS. Per i pensionati, il documento è consultabile esclusivamente online sul sito dell’INPS.

Se invece il datore di lavoro non ha trasmesso il documento, bisogna agire immediatamente. Come? Il primo passo è inviare una PEC o raccomandata per sollecitare la consegna.

Se l’inadempienza persiste, si può segnalare il caso all’Agenzia delle Entrate o alla Guardia di Finanza. La mancata trasmissione della CU comporta per il datore di lavoro sanzioni che variano da 258 euro a 2.065 euro.

 

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Achiropita Cicala
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