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L'Osservatorio statistico dell'INPS, lo scorso 26 marzo 2025, ha reso noti i dati relativi alle pensioni in vigore dal 1° gennaio 2025, così come quelli delle pensioni liquidate nel 2024. Il rapporto fornisce un quadro chiaro sulla distribuzione delle pensioni, sia previdenziali che assistenziali, evidenziando una realtà preoccupante: il 53% dei pensionati percepisce un assegno inferiore ai 750 euro al mese, ovvero una pensione bassa.
[advBanner]Sebbene questi dati rappresentino solo una parte dei pensionati italiani, suscitano interrogativi e preoccupazioni. Non è facile, infatti, mantenere un tenore di vita che, pur non essendo caratterizzato da lusso o agiatezza, consenta di vivere dignitosamente con un importo così esiguo.
[advBanner]Tuttavia, se da un lato l'attuale situazione appare sfidante, dall'altro esistono diverse azioni e strumenti che i pensionati possono prendere in considerazione per migliorare la loro condizione economica.
[advBanner]Dai dati forniti dall’Osservatorio INPS emerge che l'importo complessivo annuo delle pensioni ammonta a 253,9 miliardi di euro. Le pensioni previdenziali superano di gran lunga quelle assistenziali, con un totale di 226,6 miliardi di euro contro i 27,3 miliardi di euro delle pensioni assistenziali.
[advBanner]Analizzando i dati per area geografica, si nota che il 47,8% delle pensioni viene distribuito nel Nord Italia, mentre al Sud e nelle Isole viene erogato il 30,9%. Al Centro, l’indice scende al 19,3%, mentre il 2% delle pensioni riguarda i pensionati residenti all'estero.
[advBanner]Premesso che nella distribuzione di circa 18 milioni di pensioni, il 76,1% riguarda quelle previdenziali e il 23,9% quelle assistenziali, più della metà delle pensioni, ovvero circa il 53,5%, si trova sotto i 750 euro al mese.
[advBanner]Una condizione che rende difficile vivere in modo decoroso. Ma cosa si può fare in questa situazione? Quali sono le soluzioni per aumentare la propria pensione e migliorare la qualità della vita?
[advBanner]Se fai parte del 53% dei pensionati con assegni sotto i 750 euro, esistono delle alternative che possono aiutarti a incrementare (anche se di poco) il tuo reddito previdenziale.
[advBanner]L’INPS, infatti, riconosce integrazioni, maggiorazioni e la ricostituzione del trattamento a domanda. Ciò significa che esistono diritti inespressi che vengono riconosciuti solo su richiesta. È proprio questo uno dei motivi principali per cui, pur avendo diritto a un aumento dell’assegno pensionistico, non lo ottieni semplicemente perché non lo hai mai richiesto.
[advBanner]Ogni misura che porta all’aumento dell’importo del trattamento pensionistico previdenziale e assistenziale prevede specifici requisiti: età, reddito e montante contributivo.
[advBanner]A meno di 48 ore dalla pubblicazione dell'Osservatorio statistico dell'INPS, molti pensionati, rispecchiandosi nei dati, chiedono come aumentare l’importo della propria pensione, come l’incremento al milione, la ricostruzione della pensione e il versamento dei contributi volontari. Ma esistono anche altre misure da richiedere, di seguito elencate.
[advBanner]L’integrazione al trattamento minimo riguarda i pensionati che vivono con una pensione inferiore al minimo stabilito dalla legge. Richiedendo l’integrazione al minimo, la pensione viene adeguata all’ultima rilevazione annuale dell'INPS.
[advBanner]Per accedervi, è necessario soddisfare i requisiti normativi che determinano l’importo soglia relativo al reddito personale e coniugale.
[advBanner]Ad esempio, a partire dal 1° gennaio 2025, il trattamento minimo ha una soglia minima e massima sia per il reddito personale che coniugale, tra cui:
[advBanner]La Circolare INPS numero 23/2025 fornisce indicazioni sul rinnovo delle pensioni, delle prestazioni assistenziali e delle prestazioni di accompagnamento alla pensione per l'anno 2025.
[advBanner]Un aspetto importante riguarda la maggiorazione sociale, che può essere richiesta dai pensionati che compiono 60 anni e oltre, se rispondono ai requisiti normativi.
[advBanner]La maggiorazione sociale consiste in un aumento dell’assegno, il cui importo dipende dall’età e dal reddito del richiedente.
[advBanner]L’importo aggiuntivo è un supplemento alla pensione introdotto dalla Legge Finanziaria del 2001 (Art. 70, Legge 23 dicembre 2000, n. 388).
[advBanner]Il trattamento è riconosciuto a tutti i pensionati che percepiscono una o più pensioni il cui valore non supera il minimo vitale e soddisfano i requisiti normativi, tra cui un reddito personale pari a 9.721,92 euro annui. Nel 2025, l'importo aggiuntivo sarà di 154,94 euro.
[advBanner]Per ulteriori informazioni, si rimanda alla Circolare INPS numero 23 del 28 gennaio 2025, disponibile sul sito ufficiale dell'INPS.
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