24 Pensione di reversibilità: come si divide tra ex coniuge e coniuge superstite?
30 Mar, 2025 - 10:10

Pensione di reversibilità: come si divide tra ex coniuge e coniuge superstite?

Pensione di reversibilità: come si divide tra ex coniuge e coniuge superstite?

La recente ordinanza n. 5839 del marzo 2025 della Corte di Cassazione ha riaffermato i principi fondamentali riguardanti la ripartizione della pensione di reversibilità tra il coniuge superstite e l’ex coniuge divorziato.

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Si tratta di un argomento molto importante che coinvolge molte più famiglie di quel che si pensa. Spesso, la ripartizione della pensione di reversibilità è al centro di dispute legali, specialmente in presenza di seconde nozze o famiglie ricostruite.

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In questo articolo, andremo a spiegare la normativa vigente e le più recenti interpretazioni giuridiche, offrendo una panoramica su come viene calcolata la pensione di reversibilità e sui criteri utilizzati per stabilire la ripartizione tra ex coniuge e superstite.

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Intanto, ti consiglio di visualizzare il video YouTube pubblicato da Avv. Rita Rossi avvocato familiarista, che parla dell’argomento spiegandone tutte le sfaccettature.

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Chi ha diritto alla pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità è una prestazione che l'Inps eroga ai familiari di un pensionato o lavoratore deceduto, garantendo loro una continuità di reddito.

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L'importo della pensione di reversibilità è calcolato come una percentuale della pensione che il defunto percepiva o aveva maturato, e spetta, principalmente, al coniuge superstite. Nel 2025, la pensione di reversibilità subisce un leggero aumento.

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Tuttavia, può essere riconosciuta anche ad altri familiari, come figli, genitori, fratelli e sorelle, se sussistono determinati requisiti.

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Quando il defunto ha più coniugi, ad esempio un coniuge superstite e un ex coniuge divorziato, si pone la questione della ripartizione della pensione di reversibilità.

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I familiari aventi diritto alla pensione di reversibilità sono stabiliti dalla legge e sono suddivisi in ordine di priorità:

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  • Coniuge superstite;
  • Ex coniuge divorziato;
  • Figli (minorenni, studenti o inabili);
  • Genitori, fratelli o sorelle inabili e a carico del defunto.

In questo modo viene assicurato che la pensione di reversibilità venga distribuita in modo equo tra i familiari che ne hanno diritto, tenendo conto delle specifiche condizioni previste dalla normativa.

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La domanda per la pensione di reversibilità deve essere presentata all'Inps esclusivamente in modalità telematica, attraverso uno dei seguenti canali:

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  • Online, sul sito dell’inps.it, utilizzando Spid, Cie o Cns;
  • Contact center;
  • Patronati e intermediari abilitati.

Tuttavia, la determinazione della quota spettante all'ex coniuge e al coniuge superstite non è di competenza dell'Inps, ma rientra nella giurisdizione del giudice, che si occupa di stabilire la ripartizione delle somme.

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Quando l’ex coniuge ha diritto alla pensione di reversibilità

L’ex coniuge divorziato può avere diritto a una quota della pensione di reversibilità. È richiesto solo il soddisfacimento di due condizioni fondamentali:

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  • Deve essere titolare di un assegno divorzile, stabilito dal giudice al momento della separazione;
  • L’ex coniuge non si sia risposato.

Se anche solo uno di questi requisiti non è presente, l’ex coniuge non ha diritto alla pensione di reversibilità.

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Tuttavia, se entrambe le condizioni sono soddisfatte, l’ex coniuge può essere ammesso alla prestazione insieme al coniuge superstite.

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In tal caso, la quota della pensione di reversibilità spettante a ciascuno dei beneficiari viene determinata dal giudice, che valuta la situazione specifica e le circostanze familiari.

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Come si ripartisce la pensione di reversibilità

La ripartizione della pensione di reversibilità non avviene in modo automatico o paritario, ma è il risultato di una valutazione che tiene conto di diversi fattori.

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La giurisprudenza, inclusa l'ordinanza della Cassazione n. 5850 del marzo 2025, ha chiarito che il giudice considera vari criteri per determinare come suddividere la prestazione:

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  • Durata del matrimonio con il defunto, che rappresenta il criterio principale, anche se non esclusivo;
  • Condizioni economiche dei coniugi: redditi, patrimonio e capacità lavorativa;
  • Assistenza morale e materiale prestata al defunto, sia durante il matrimonio che in momenti di malattia;
  • La presenza di figli, situazioni di disagio o altre circostanze familiari che possano influire sulla ripartizione.

Il tribunale ordinario è l'unico competente a decidere la distribuzione delle quote, su richiesta di uno dei soggetti coinvolti. La decisione del giudice ha effetto retroattivo, a partire dalla data del decesso del pensionato.

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Per riassumere

L'ordinanza n. 5839 del 5 marzo 2025 della Corte di Cassazione ha ribadito i principi riguardanti la ripartizione della pensione di reversibilità tra il coniuge superstite e l'ex coniuge divorziato.

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La pensione di reversibilità è una prestazione economica che garantisce continuità di reddito ai familiari di un defunto, come coniuge, ex coniuge, figli e altri parenti a carico.

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Quando ci sono più coniugi, il giudice decide la ripartizione, prendendo in considerazione vari fattori come la durata del matrimonio e le condizioni economiche.

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L’ex coniuge ha diritto alla pensione di reversibilità solo se riceve un assegno divorzile e non si è risposato. La domanda deve essere presentata telematicamente all’Inps, ma la determinazione delle quote spetta al giudice.

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Sara Bellanza
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