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Antonio Di Pietro è un nome che evoca una delle stagioni più turbolente della politica italiana: Tangentopoli. Magistrato simbolo del pool di Mani Pulite e figura centrale dell’inchiesta che ha scosso la Prima Repubblica, Di Pietro ha poi intrapreso una carriera politica di rilievo, fondando il partito Italia dei Valori. Ma che fine ha fatto oggi l’ex magistrato e politico? Ripercorriamo la sua storia e scopriamo cosa fa attualmente.
[advBanner]Nato il 2 ottobre 1950 a Montenero di Bisaccia, in Molise, Antonio Di Pietro ha avuto un percorso personale e professionale segnato da grandi successi e momenti di svolta. Dopo essersi laureato in Giurisprudenza all’Università di Milano, entra in magistratura e diventa sostituto procuratore presso la Procura di Milano. È qui che, nel 1992, assume un ruolo cruciale nell’inchiesta Mani Pulite, che portò alla luce un vasto sistema di corruzione politica e imprenditoriale noto come Tangentopoli.
[advBanner]Nel 1994, Di Pietro lascia improvvisamente la magistratura, ufficialmente per evitare di essere coinvolto in polemiche che avrebbero potuto danneggiare l’immagine della Procura. Poco dopo, entra in politica: nel 1996 viene nominato ministro dei Lavori Pubblici nel governo Prodi. Nel 1998 fonda il partito Italia dei Valori (IdV), con cui ottiene un discreto successo elettorale negli anni 2000. Il momento di massimo splendore arriva alle elezioni europee del 2009, quando IdV raggiunge l’8% dei voti.
[advBanner]Tuttavia, dissapori interni al partito e alcune inchieste giornalistiche sul suo patrimonio immobiliare segnano il declino politico di Di Pietro. Nel 2013 non viene rieletto in Parlamento e l’anno successivo abbandona definitivamente Italia dei Valori, ritirandosi dalla scena politica nazionale.
[advBanner]Dopo aver lasciato la politica attiva, Antonio Di Pietro è tornato alle sue radici a Montenero di Bisaccia. Qui ha intrapreso una nuova vita come agricoltore, dedicandosi alla coltivazione della terra ereditata dalla sua famiglia. La sua azienda agricola si estende su circa 24 ettari e produce principalmente olio d’oliva e vino. In diverse interviste, Di Pietro ha descritto questa attività come una sorta di ritorno alle origini: “Ho sempre vissuto col pensiero che sarei tornato nella mia masseria molisana per sdraiarmi sulla terra a guardare le stelle, come faceva mio padre”.
[advBanner]Oltre alla produzione agricola, Di Pietro ha lanciato un progetto chiamato La terra è uguale per tutti, una serie di filmati educativi rivolti alle nuove generazioni per sensibilizzarle sull’importanza dell’agricoltura e del rispetto per l’ambiente. Questo progetto rappresenta un ponte tra il suo passato da magistrato impegnato nella giustizia sociale e il suo presente da agricoltore.
[advBanner]Nonostante abbia lasciato la politica attiva, Antonio Di Pietro non è scomparso del tutto dalla scena pubblica. Negli ultimi anni è intervenuto occasionalmente su temi legati alla giustizia e alla politica italiana. Ad esempio, nel gennaio 2025 si è espresso a favore della riforma proposta dal governo Meloni sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. In un’intervista al Corriere della Sera, ha spiegato che questa riforma garantirebbe maggiore imparzialità nel sistema giudiziario.
[advBanner]Di Pietro è anche apparso in programmi televisivi per discutere di temi d’attualità. Nel febbraio 2025 è stato ospite del programma Lo stato delle cose condotto da Massimo Giletti su Rai 3, dove ha commentato questioni legate ai servizi segreti italiani e alla libertà d’informazione.
[advBanner]Dal punto di vista personale, Antonio Di Pietro è stato sposato due volte. Dal primo matrimonio con Isabella Ferrara è nato Cristiano, mentre dal secondo matrimonio con Susanna Mazzoleni sono nati Anna e Antonio Giuseppe. Oggi vive una vita tranquilla in Molise, lontano dai riflettori che lo hanno accompagnato per gran parte della sua carriera.
[advBanner]Di Pietro si dedica principalmente alla sua azienda agricola e sembra aver trovato serenità nella semplicità della vita rurale. A chi gli chiede se tornerà mai in politica, risponde con ironia ma senza escludere del tutto la possibilità: “Mai dire mai”.
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