31 Mar, 2025 - 17:58

Migranti, il Governo aveva ragione sui Cpr in Albania: l'Ue non scontenta Meloni

Migranti, il Governo aveva ragione sui Cpr in Albania: l'Ue non scontenta Meloni

Era l’endorsement che Giorgia Meloni aspettava. L’Ue conferma che i Cpr in Albania sono conformi al diritto europeo. Il portavoce della Commissione Europea per gli Affari Interni, Markus Lammert ha promosso il nuovo Decreto Albania, varato la scorsa settimana in Cdm, per trasformare i due centri per migranti albanesi in centri di permanenza per il rimpatrio.

A prima vista, l’UE sembra smentire le opposizioni di centrosinistra che avevano denunciato una violazione del diritto europeo da parte del Governo. Palpabile, invece, la soddisfazione del centrodestra e principalmente di Fratelli d’Italia che ha puntato sulla riuscita del ‘modello Albania’ una grossa fetta della propria credibilità istituzionale.

A dare una mano alla premier, in attesa della pronuncia della Corte di Giustizia Europa sulla questione Paesi Sicuri, ci pensa Bruxelles da cui arriva l’ennesimo apprezzamento delle politiche migratorie del Governo.
Il modello Albania, seppur con leggeri distinguo, infatti ha fatto da punto di partenza per il nuovo piano rimpatri migranti varato due settimane fa dall’Unione Europea.

Migranti, Bruxelles promuove i Cpr in Albania 

Nessuna violazione delle norme europee in materia di immigrazione. La decisione del Governo Meloni di trasformare uno dei due centri per migranti italiani in Albania in un centro per il rimpatrio di migranti già destinatari di un decreto di espulsione, non andrebbe contro il diritto dell’UE.

Markus Lammeret, nel briefing odierno con la stampa, ha chiarito che. dalle informazioni in possesso della Commissione, il nuovo decreto Albania non violerebbe le norme Ue.

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“In linea di principio, ciò è conforme al diritto dell'Ue. Continueremo a monitorare l'attuazione del protocollo nella sua nuova versione e a rimanere in contatto con le autorità italiane.

Il protocollo modificato prevede la conversione dei centri per migranti italiani in Albania – pensati inizialmente per accogliere richiedenti sottoposti a procedura accelerata di rimpatrio – in Cpr, centri per il rimpatrio dei migranti destinatari di un decreto di espulsione dal territorio italiano.

Una riconversione che consentirà al Governo di prendere due piccioni con una fava: da una parte rendere più efficaci le politiche di rimpatrio, decongestionando i Cpr sul suolo italiano e diminuendo il pericolo di fuga; dall’altra ‘riempire’ i due centri di Gjader e Shengjin, rimasti fino a oggi inesorabilmente vuoti con un enorme sperpero di risorse pubbliche.

Un passo in avanti del Governo in attesa della decisione della Corte di Giustizia Europea attesa per la prossima settimana.

La soddisfazione di Giorgia Meloni e l’attacco alla sinistra

L’assist arrivato da Bruxelles è stato accolto con soddisfazione a Roma e nel Governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ad Atreju aveva assicurato che avrebbe fatto di tutto affinché i centri per migranti in Albania funzionassero, ha commentato le parole del portavoce della Commissione Ue evidenziando il coraggio del Governo.

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“Ciò vuol dire che avevamo ragione, e che il coraggio di fare da apripista è stato premiato.

Non sono mancate le polemiche con il centrosinistra, che negli ultimi giorni aveva duramente criticato il nuovo protocollo Albania.

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Cosa diranno ora la Schlein, Renzi o la presidente di Magistratura Democratica, Silvia Albano, che fino a pochi giorni fa tuonava che i trasferimenti dei migranti già destinatari di un ordine di rimpatrio in Albania andava contro il diritto europeo?. 

Si chiede la deputata Sara Kelany, responsabile immigrazione di Fratelli d'Italia.

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“La Ue conferma che tutti gli strali e le invettive della sinistra contro l'accordo dei centri in Albania erano completamente infondati”. 

Rincara il senatore di Fratelli d’Italia, Marco Lisei, seguito dal vicepresidente della Camera Fabio Rampelli:

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“Cassata dall’Ue l’ennesima ‘cassata’ della sinistra. Colpita e affondata ancora una volta. Pd, Avs, 5 Stelle facciano bagno di umiltà e ammettano l’errore invece di abbaiare alla luna. 

Renzi accusa il Governo: "I posti per il Cpr erano già previsti"

A smontare il racconto del Governo ci pensa Matteo Renzi, a margine di un evento per la promozione del sul libro “L’Influencer”. Il senatore di Italia Viva racconta una versione diversa e afferma che in realtà i posti per il Cpr in Albania erano in programma fin dal primo momento.

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“I cpr in Albania non sono consentiti dal decreto di venerdì scorso. Questo lo fa pensare la propaganda di Palazzo Chigi. Chi come me è stato e ha visto con questi occhi ciò che accade in Albania, sa che fin dal primo giorno ci sono 144 posti per il Cpr. Sapete perché non sono stati utilizzati fino ad oggi? Perché non li avevano ancora finiti. Hanno terminato adesso i primi 48 posti e iniziano adesso a mandare i primi migranti.”

Ha dichiarato il leader di Italia Viva rispondendo ai giornalisti e poi ha anche aggiunto:

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“Non è il progetto Albania che ci aveva raccontato Meloni. Sintesi il centro migranti in Albania è il più clamoroso fallimento dell’influencer che, però, è brava a raccontarlo, ma la verità è che  non stanno funzionando.”

Il significato politico dell’assist di von der Leyen a Meloni

In un momento particolarmente complicato per l’Unione Europea, alle prese con l’attacco del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, Ursula von der Leyen si guarda bene dall’inimicarsi la premier italiana. La diplomazia utilizzata da Lammeret sulle politiche italiane sull’immigrazione potrebbe andare anche in questa direzione. 

Il sostegno dell’Ue alle politiche migratorie di Meloni va oltre la semplice valutazione tecnica e giuridica del diritto europeo. In questo particolare momento storico, assume anche significati più puramente politici: una mossa diplomatica per mantenere l’Italia e Giorgia Meloni all’interno del consesso europeo, evitando di inimicarsi un alleato cruciale nella sfida con gli Stati Uniti.

Giorgia Meloni, infatti, nell’ultimo anno ha costruito un ottimo rapporto con il Presidente Trump, che l’ha più volte elogiata pubblicamente, e in questa fase con l’imminente entrata in vigore dei dazi sui prodotti europei da parte degli Usa, la premier italiana sta cercando di fare da ‘pontiere’ tra Europa e Stati Uniti.

In sintesi, la promozione del modello Albania non è solo una questione di politica migratoria, ma anche un chiaro segnale dell'importanza di Giorgia Meloni come interlocutore privilegiato per Bruxelles, in un momento in cui l'Unione Europea ha bisogno di alleanze forti per affrontare le sfide interne ed esterne.

L’assist UE a Meloni in cinque punti salienti 

  1. Conferma della conformità ai diritti UE: La Commissione Europea ha confermato che il nuovo protocollo del governo italiano per i Cpr in Albania è conforme alle normative europee, smentendo le accuse di violazione avanzate dalla sinistra.
  2. Riconversione dei centri in Albania: Il governo italiano ha trasformato i centri per migranti in Albania in centri di rimpatrio per coloro già destinatari di un decreto di espulsione. L'obiettivo è migliorare l'efficacia delle politiche di rimpatrio e ridurre il sovraffollamento nei Cpr italiani.
  3. Soddisfazione del governo italiano: La promozione da parte dell'UE è stata accolta positivamente dalla premier Giorgia Meloni, che ha evidenziato il coraggio del governo italiano nel proporre il "modello Albania" e ha difeso la sua politica migratoria.
  4. Politica e diplomazia europea: Il sostegno dell'UE alle politiche migratorie italiane ha anche una valenza politica, rafforzando il ruolo di Meloni come interlocutore privilegiato per Bruxelles, in un contesto di crescente tensione con gli Stati Uniti.
  5. Critiche dalla sinistra: Le opposizioni di centrosinistra, che avevano criticato il protocollo, sono state smentite dall'UE, alimentando la polemica interna, mentre il governo di centrodestra ha rivendicato il successo della sua politica migratoria.

 

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Maria Rita Esposito
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