20 Criptovalute nel calcolo dell'ISEE? Ecco come indicarle nella DSU, codici e quadri da compilare
01 Apr, 2025 - 14:05

Criptovalute nel calcolo dell'ISEE? Ecco come indicarle nella DSU, codici e quadri da compilare

Criptovalute nel calcolo dell'ISEE? Ecco come indicarle nella DSU, codici e quadri da compilare

Le criptovalute rientrano nel calcolo dell'ISEE? Una domanda sempre più ricorrente tra gli investitori e risparmiatori digitali. 

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Il Ministero del Lavoro ha chiarito definitivamente la questione: le criptovalute vanno o non vanno dichiarate nella DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica)? Scopriamo insieme la risposta e i e quali sono le implicazioni per i contribuenti.

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L’ISEE è un indicatore che riassume la situazione economica di un nucleo familiare per determinare l’accesso a una serie di agevolazioni, tra cui sconti sulle tasse universitarie, bonus governativi e contributi assistenziali. Il calcolo si basa su redditi e patrimoni, sia immobiliari che mobiliari.

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Le criptovalute vanno nell'ISEE? 

Senza girarci intorno, andiamo subito a sciprire se le criptovalute rientrano nell'ISEE. La risposta è affermativa

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Il patrimonio mobiliare include depositi bancari, investimenti finanziari e, come confermato dalla FAQ del Ministero del Lavoro del 13 settembre 2024, anche le criptovalute. Di conseguenza, i possessori di criptoattività sono obbligati a dichiararle, contribuendo alla determinazione del valore complessivo dell’ISEE.

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La loro omissione potrebbe portare a irregolarità nella dichiarazione e, di conseguenza, alla perdita di benefici economici e possibili sanzioni. Per evitare problematiche fiscali, è necessario quindi tenere traccia del proprio patrimonio in criptovalute e aggiornarne il valore al momento della dichiarazione.

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Come inserire le criptovalute nella DSU 2025, i codici

Archiviata la questione sull'inserimento nell'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, andiamo a vedere dove e come indicare le cripto attività.

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Una corretta dichiarazione delle criptovalute nell'ISEE presuppone la compilazione del "Quadro FC2" della DSU e della sezione corretta, scelta in base alla tipologia del rapporto finanziario detenuto:

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  • codice “1” - se si possiede un conto corrente in criptovalute;
  • codice "99" - se le le criptoattività sono custodite presso un Prestatore di Servizi in Valuta Virtuale (VASP) registrato presso l’Organismo degli Agenti e Mediatori (OAM). In questo caso, va indicato il controvalore in euro al 31 dicembre dell’anno precedente.

Tale distinzione consente di specificare il tipo di detenzione degli asset digitali e fornire alle autorità fiscali un quadro chiaro del patrimonio in criptovalute. La corretta compilazione della DSU permette di evitare errori che potrebbero compromettere il calcolo dell’ISEE e l’accesso alle agevolazioni.

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Quale valore inserire nella DSU, come si calcola

l valore delle criptovalute da indicare nella DSU deve essere quello effettivamente posseduto al 31 dicembre dell'anno che precede di due anni quello della presentazione della dichiarazione. Ad esempio, per una DSU del 2025, si farà riferimento al valore delle criptovalute detenute al 31 dicembre 2023.

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Come si calcola questo valore? La valutazione deve essere basata sul controvalore in euro delle criptovalute possedute che può essere ottenuto dalle piattaforme di exchange utilizzate o dai wallet digitali in cui gli asset sono conservati. E se non è disponibile una documentazione ufficiale? In questo caso, è consigliabile utilizzare il valore di mercato medio registrato alla data di riferimento, attingendo a fonti affidabili e tracciabili. 

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Criptovalute nel modello 730/2025: dove vanno dichiarate (quadri)

È bene precisare, però, che le criptovalute non vanno incluse solo nell'ISEE. Nel caso in cui abbiano generato plusvalenze, devono essere inserite nella dichiarazione dei redditi. Ma quali sono i quadri da compilare?

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Le criptoattività devono essere inserite in due quadri del Modello 730/2025:

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  • Quadro T: per dichiarare le plusvalenze derivanti dalla compravendita di valute digitali, soggette a un’imposta sostitutiva del 26%.
  • Quadro W: per segnalare le criptovalute detenute presso intermediari esteri non soggetti all’imposta di bollo dello 0,2%.

Monitorare le proprie operazioni e conservare la documentazione sulle transazioni effettuate è essenziale per calcolare correttamente le imposte dovute ed evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate.

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In particolare, i contribuenti dovrebbero conservare estratti conto delle piattaforme di scambio, prove d’acquisto e vendita e documenti relativi alle conversioni tra valute digitali e moneta tradizionale.

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Achiropita Cicala
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