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Nel chiarire le modalità di riscossione dei debiti con il fisco, il governo italiano, nella Legge di Bilancio 2025, ha introdotto nuove disposizioni per i dipendenti statali. Tra queste, spicca la modifica delle regole per il pignoramento dello stipendio e di altre indennità, applicata per sanare le pendenze fiscali. A partire dal 2026, i dipndenti pubblici si troveranno di fronte a uno scenario critico: chi non regolarizzerà i debiti tributari superiori a 5.000 euro rischia il blocco dello stipendio. Il pignoramento sarà possibile solo per stipendi superiori a 2.500 euro lordi, con trattenute che varieranno dal 7% per lo stipendio mensile al 10% per emolumenti straordinari come la tredicesima.
[advBanner]Con l'emanazione di queste nuove regole, il legislatore punta a ridurre l’evasione fiscale partendo dai dipendenti pubblici. L’Agenzia delle Entrate Riscossione potrà avviare una procedura di pignoramento sugli stipendi dei dipendenti pubblici fino al completo pagamento del debito. Tuttavia, il pignoramento potrà essere applicato solo a chi percepisce uno stipendio superiore a 2.500 euro lordi.
Il blocco parziale dello stipendio è previsto nella Legge di Bilancio 2025. I parametri di riferimento per l’adottabilità delle nuove regole sono i seguenti:
Come spiegato da money.it, ad esempio un dipendente pubblico un dipendente pubblico con uno stipendio di circa 2.700 euro lordi al mese subirà una riduzione di circa 385 euro mensili per il pagamento del debito fiscale.
[advBanner]L’applicazione del pignoramento segue regole normative specifiche. Una volta che l’Agenzia delle Entrate Riscossione rileva il debito, la procedura prevede vari passaggi, tra cui la verifica di due requisiti fondamentali:
[advBanner]Fatta questa premessa, è importante sottolineare che l’Agenzia delle Entrate Riscossione non pignorerà l’intero stipendio, ma solo una parte di esso, proporzionata tra un settimo e un decimo. La sfida per i dipendenti pubblici è quella di sanare le proprie pendenze debitorie entro il 2026.
[advBanner]Secondo i dati diramati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, il numero di dipendenti pubblici chiamati a sanare la propria posizione debitoria nei confronti del fisco è di circa 250.000 lavoratori con debiti superiori a 5.000 euro, di cui circa 30.000 dipendenti percepiscono stipendi superiori a 3.500 euro al mese.
[advBanner]L’Agenzia delle Entrate Riscossione può procedere per ottenere il soddisfacimento del credito iscritto a ruolo, agendo sullo stipendio del lavoratore, se vengono soddisfatte entrambe le condizioni normative: un importo soglia dello stipendio e il vincolo del debito fiscale.
[advBanner]Per evitare riduzioni dello stipendio, è necessario verificare l’importo del debito fiscale e accertarsi che non superi i 5.000 euro. Nel frattempo, è importante ricordare che lo stipendio lordo non deve risultare superiore a 2.500 euro.
[advBanner]La posizione debitoria deve essere regolarizzata entro il 2026. L’Agenzia delle Entrate - Riscossione ricorda che è possibile presentare istanza di riammissione alla Rottamazione quater entro il 30 aprile 2024 per coloro che sono decaduti dalla misura agevolativa a causa del mancato pagamento delle rate entro il 30 dicembre 2024.
[advBanner]In alternativa, è possibile accedere a un piano di rateizzo personalizzato per pagare il debito fino a 84 rate mensili. Infine, è possibile pagare, contestare o richiedere l’annullamento delle cartelle esattoriali. Per maggiori dettagli, si rimanda alla pagina dedicata dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.
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