Le malattie cardiovascolari sono una delle patologie più diffuse tra giovani e adulti, con conseguenze che, in alcuni casi, possono compromettere in modo drammatico la qualità della vita quotidiana, influenzando anche la capacità lavorativa. Per chi soffre di patologie cardiache gravi, l'INPS offre la possibilità di ottenere una pensione di invalidità, il cui importo è pari a 336 euro, con l'aggiunta di 542,02 euro nei casi in cui sia necessaria un'assistenza continua, a seconda della gravità della condizione e della percentuale di invalidità riconosciuta dalla commissione medica ASL-INPS. Vediamo insieme come funziona la valutazione dell'invalidità e quali patologie cardiache danno diritto a una pensione.
Per una comprensione rapida e chiara dei diritti e delle agevolazioni riservati a chi ha una percentuale di invalidità civile del 100%, ti invitiamo a guardare il video "Invalidità 100%: diritti e agevolazioni in 7 minuti", pubblicato da Invalidità e Diritti. In questo breve video vengono trattati i principali benefici, le agevolazioni fiscali e le opportunità economiche a cui si ha diritto, in modo semplice e diretto.
È importante precisare sin da subito che non tutte le patologie cardiache danno diritto alla pensione di invalidità civile. Solo alcune patologie cardiache possono garantire un assegno mensile di invalidità.
A incidere sul riconoscimento della pensione sono diversi fattori, tra cui la valutazione della gravità della condizione fisica e mentale, ma anche l'impatto sulla capacità lavorativa e sulla vita quotidiana dell'individuo.
Secondo la tabella riportata da Invalidità e Diritti, le principali patologie che, in base alla gravità riconosciuta, permettono di ottenere una pensione sono:
Per maggiori dettagli sull'invalidità civile, si rimanda alla pagina ufficiale dell'INPS dedicata all'argomento.
La commissione medica ASL/INPS, nel valutare la richiesta di accertamento sanitario, si avvale di diversi criteri per quantificare il grado di invalidità civile richiesto dal richiedente. L’accertamento mira a determinare la percentuale di riduzione della capacità lavorativa o, per i minori e gli over 65, l'incapacità a compiere le funzioni proprie legate all’età anagrafica.
La commissione medico-legale si avvale di diversi strumenti:
L’obiettivo della commissione medico-legale è determinare il grado di invalidità civile. Il passaggio delicato riguarda la percentuale di invalidità che consente di accedere alla pensione per patologie cardiache, la quale è agganciata alla classificazione NYHA (New York Heart Association).
Nel Decreto Ministeriale del 5 febbraio 1992, sono riportate le percentuali di invalidità correlate alle diverse classi NYHA.
Come spiegato dall’Avv. Claudia Porcu, la classificazione NYHA si basa sulla valutazione dello scompenso cardiaco associato alla limitazione dell’attività fisica e, quindi, sull’impatto funzionale sulla vita quotidiana.
Le classi NYHA sono le seguenti:
La pensione di invalidità per malattie cardiache viene riconosciuta se sono soddisfatti i requisiti sanitari e altre condizioni. L'importo della pensione varia in base al grado di invalidità riconosciuto e ai limiti di reddito personale.
Per il 2025, l’importo della pensione di invalidità per il 100% di invalidità è pari a 336 euro al mese, a condizione che il reddito annuo personale non superi i 19.772,50 euro.
Gli invalidi civili parziali, con una valutazione di invalidità dal 74% al 99%, percepiranno un importo mensile di 336 euro, a condizione che il reddito personale non superi i 5.771,35 euro annui.
Per i casi gravi di invalidità permanente a causa di malattia cardiovascolare, in cui il paziente necessita di assistenza continua per svolgere le normali azioni quotidiane, l'INPS rilascia un'indennità di accompagnamento senza vincoli reddituali.
In questo caso, il paziente avrà diritto sia alla pensione di invalidità (336 euro al mese) che all'assegno di accompagnamento, pari a 542,02 euro al mese.