04 Apr, 2025 - 16:37

Invalidità per malattie cardiache: quali requisiti per una pensione da 336€ più 554€ al mese

Invalidità per malattie cardiache: quali requisiti per una pensione da 336€ più 554€ al mese

Le malattie cardiovascolari sono una delle patologie più diffuse tra giovani e adulti, con conseguenze che, in alcuni casi, possono compromettere in modo drammatico la qualità della vita quotidiana, influenzando anche la capacità lavorativa. Per chi soffre di patologie cardiache gravi, l'INPS offre la possibilità di ottenere una pensione di invalidità, il cui importo è pari a 336 euro, con l'aggiunta di 542,02 euro nei casi in cui sia necessaria un'assistenza continua, a seconda della gravità della condizione e della percentuale di invalidità riconosciuta dalla commissione medica ASL-INPS. Vediamo insieme come funziona la valutazione dell'invalidità e quali patologie cardiache danno diritto a una pensione.

Per una comprensione rapida e chiara dei diritti e delle agevolazioni riservati a chi ha una percentuale di invalidità civile del 100%, ti invitiamo a guardare il video "Invalidità 100%: diritti e agevolazioni in 7 minuti", pubblicato da Invalidità e Diritti. In questo breve video vengono trattati i principali benefici, le agevolazioni fiscali e le opportunità economiche a cui si ha diritto, in modo semplice e diretto.

Quali patologie cardiache possono dare diritto alla pensione di invalidità?

È importante precisare sin da subito che non tutte le patologie cardiache danno diritto alla pensione di invalidità civile. Solo alcune patologie cardiache possono garantire un assegno mensile di invalidità.

A incidere sul riconoscimento della pensione sono diversi fattori, tra cui la valutazione della gravità della condizione fisica e mentale, ma anche l'impatto sulla capacità lavorativa e sulla vita quotidiana dell'individuo.

Secondo la tabella riportata da Invalidità e Diritti, le principali patologie che, in base alla gravità riconosciuta, permettono di ottenere una pensione sono:

  • aritmie gravi, se la patologia è talmente grave da limitare le attività quotidiane;
  • coronaropatie;
  • miocardiopatie con insufficienza cardiaca grave;
  • trapianto cardiaco;
  • valvulopatie scompensate;
  • difetti cardiaci congeniti;
  • pericardite cronica;
  • cardiopatia ipertensiva;
  • aneurisma dell'aorta toracica o addominale;
  • arteriopatia ostruttiva cronica.

Per maggiori dettagli sull'invalidità civile, si rimanda alla pagina ufficiale dell'INPS dedicata all'argomento.

Come funziona la valutazione dell'invalidità per malattie cardiache?

La commissione medica ASL/INPS, nel valutare la richiesta di accertamento sanitario, si avvale di diversi criteri per quantificare il grado di invalidità civile richiesto dal richiedente. L’accertamento mira a determinare la percentuale di riduzione della capacità lavorativa o, per i minori e gli over 65, l'incapacità a compiere le funzioni proprie legate all’età anagrafica.

La commissione medico-legale si avvale di diversi strumenti:

  • in base alla gravità della patologia cardiovascolare, viene utilizzata la Tabella delle menomazioni, che riporta le patologie riconosciute dal Decreto Ministeriale del 5 febbraio 1992, con le percentuali di invalidità assegnate a ciascuna patologia.
  • se la patologia non è presente nella tabella ministeriale, la commissione esegue una valutazione analogica, considerando la gravità e le condizioni del richiedente.
  • in presenza di un deficit funzionale, vengono individuati i fattori che limitano le capacità motorie, sensoriali o cognitive del richiedente.
  • dopo le valutazioni sopra elencate, si procede con un approccio bio-psico-sociale per valutare la presenza di eventuali implicazioni psicologiche e sociali della disabilità, come previsto dalla classificazione ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health) dell'OMS.

Cos'è la classificazione NYHA e come influisce sulla valutazione dell'invalidità?

L’obiettivo della commissione medico-legale è determinare il grado di invalidità civile. Il passaggio delicato riguarda la percentuale di invalidità che consente di accedere alla pensione per patologie cardiache, la quale è agganciata alla classificazione NYHA (New York Heart Association).

Nel Decreto Ministeriale del 5 febbraio 1992, sono riportate le percentuali di invalidità correlate alle diverse classi NYHA.

Come spiegato dall’Avv. Claudia Porcu, la classificazione NYHA si basa sulla valutazione dello scompenso cardiaco associato alla limitazione dell’attività fisica e, quindi, sull’impatto funzionale sulla vita quotidiana.

Le classi NYHA sono le seguenti:

  • Classe I: nessuna limitazione dell'attività fisica, le normali attività quotidiane non provocano sintomi. La valutazione dell'invalidità rientra tra il 21% e il 30%.
  • Classe II: lieve limitazione dell'attività fisica, le attività quotidiane possono provocare sintomi. La valutazione dell'invalidità oscilla tra il 41% e il 50%.
  • Classe III: marcata limitazione dell'attività fisica, che provoca sintomi abbastanza gravi. La valutazione dell'invalidità è compresa tra il 71% e l'80%.
  • Classe IV: incapacità di svolgere qualsiasi attività quotidiana senza disagio fisico. La valutazione dell'invalidità è del 100%.

Pensione di invalidità per malattie cardiache: importi e limiti di reddito

La pensione di invalidità per malattie cardiache viene riconosciuta se sono soddisfatti i requisiti sanitari e altre condizioni. L'importo della pensione varia in base al grado di invalidità riconosciuto e ai limiti di reddito personale.

Per il 2025, l’importo della pensione di invalidità per il 100% di invalidità è pari a 336 euro al mese, a condizione che il reddito annuo personale non superi i 19.772,50 euro.

Gli invalidi civili parziali, con una valutazione di invalidità dal 74% al 99%, percepiranno un importo mensile di 336 euro, a condizione che il reddito personale non superi i 5.771,35 euro annui.

Indennità di accompagnamento: quando è dovuta?

Per i casi gravi di invalidità permanente a causa di malattia cardiovascolare, in cui il paziente necessita di assistenza continua per svolgere le normali azioni quotidiane, l'INPS rilascia un'indennità di accompagnamento senza vincoli reddituali.

In questo caso, il paziente avrà diritto sia alla pensione di invalidità (336 euro al mese) che all'assegno di accompagnamento, pari a 542,02 euro al mese.

Malattie cardiache, pensione di invalidità e valutazione: domande frequenti

  1. Quali malattie cardiache danno diritto alla pensione di invalidità? Le malattie cardiache che possono dare diritto alla pensione includono aritmie gravi, coronaropatie, miocardiopatie gravi, trapianto cardiaco e altre patologie gravi che limitano le attività quotidiane.
  2. Come viene valutata l'invalidità per malattie cardiache? La commissione medica ASL/INPS valuta l'invalidità considerando la gravità della patologia e l'impatto sulla vita quotidiana, utilizzando la Tabella delle menomazioni e un approccio bio-psico-sociale.
  3. Cos'è la classificazione NYHA e come influisce sulla valutazione? La classificazione NYHA misura la limitazione dell'attività fisica causata dallo scompenso cardiaco. Le classi NYHA determinano la percentuale di invalidità, che può variare dal 21% al 100%.
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Antonella Tortora
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