A un anno dal giorno in cui il governo Meloni ha giurato davanti al Presidente della Repubblica, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni tira le somme su quanto fatto e su quali fronti bisogna continuare a impegnarsi "per continuare a liberare le energie migliori dell'Italia". In un'intervista rilasciata a "Il Giornale", la premier ha dichiarato che "è difficile scegliere tra le tante cose che l'esecutivo ha realizzato per fare ripartire l'Italia" e che le rivendica tutte, tuttavia, ha affermato di essere "particolarmente orgogliosa" degli interventi a favore di famiglie e imprese previsti nella legge di bilancio.
La premier si ritiene soddisfatta della squadra di governo che, stando alle parole di Meloni, continua a lavorare unita, al netto di scontri di vedute e attriti interni:
Per quanto concerne uno dei temi che più ha scosso (e talvolta diviso) il governo nell'ultimo anno, quello della giustizia e della separazione tra i poteri, Meloni rivendica le proprie posizioni e afferma:
Un tema attorno al quale tutte le forze politiche di centrodestra si sono unite è quello della questione migratoria, sul quale il governo, afferma Meloni, ha inciso particolarmente (ma sembra dimenticare i numerosi inciampi e intoppi, come dimostrano le sentenze del tribunale di Catania). Dal punto di vista della premier, la questione viene ora affrontata sui tavoli europei con un approccio differente:
Meloni ha anche attributo al governo italiano il merito di aver posto l'accento sulla necessità di missioni navali e di una "missione europea in accordo con le autorità del Nord Africa per fermare la partenza dei barconi, verificare in Africa chi ha diritto o meno all'asilo e accogliere in Europa solo chi ne ha veramente diritto". Il governo nel frattempo continua a lavorare alla (ancora nebulosa) idea del Piano Mattei, affiancato dal numero uno di Eni, Claudio Descalzi.