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Si tiene a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, la 28esima edizione della Conferenza annuale Onu sul clima, nota come Cop28: un'occasione per l'Organizzazione meteorologica mondiale delle Nazioni Unite di lanciare un nuovo allarme sul riscaldamento globale.
[advBanner]195 Paesi partecipanti si ritrovano da oggi, giovedì 30 novembre, al prossimo 12 dicembre per redigere i rispettivi passi avanti compiuti sull'ambiente. Il riferimento è, in particolare, agli obiettivi indicati dall'Accordo di Parigi del 2015.
[advBanner]Per l'Italia è presente la premier Giorgia Meloni, accompagnata da una folta delegazione governativa. Ne fanno parte, tra gli altri, l'inviato speciale per il clima Francesco Corvaro, il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto e l'ad di Eni Claudio Descalzi.
[advBanner]Il parere di scienza, organismi e istituzioni è pressoché unanime: bisogna fare molto di più. Per evitare che la situazione degeneri ulteriormente urge raddoppiare, se non triplicare gli sforzi.
[advBanner]A parlarne anche il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, che qualche giorno fa, in vista della Cop, ha invitato ancora i leader ad "interrompere il ciclo mortale del riscaldamento del Pianeta".
[advBanner]Gli eventi meteorologici estremi, verificatisi anche in Italia negli ultimi mesi, sono solo alcune delle conseguenze drammatiche con le quali il globo si ribella alla condotta irresponsabile dell'uomo.
[advBanner]La Cop28, pertanto, deve assumere un ruolo chiave per il futuro della Terra. E questo nonostante le diverse assenze illustri: da Joe Biden a Xi Jinping, fino a Papa Francesco, che proprio oggi ha spiegato perché non ha potuto recarsi a Dubai. A farsi carico del punto di vista di Bergoglio sarà il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin.
[advBanner]A fare le veci dei presidenti di Usa e Cina, invece, ci saranno gli inviati speciali per il clima John Kerry e Xie Zhenhua: due figure che potrebbero rivelarsi determinanti per l'andamento del vertice. In fin dei conti, Washington e Pechino producono da sole circa il 40% dei gas serra emessi a livello globale.
[advBanner]Lo stesso Kerry è consapevole che, senza l'azione delle due superpotenze, "non si vincerà questa battaglia". Per questo ha deciso, in sinergia con l'omologo cinese, di lavorare "per il successo" della Cop.
[advBanner]Tra gli altri argomenti chiave della Cop anche il fondo "Loss & damage", istituito a tutela di Paesi poveri ed economie in via di sviluppo. Un tesoretto da 100 miliardi all'anno fino al 2025, che andrà a sostenere realtà meno colpevoli del cambiamento climatico.
[advBanner]La giornata inaugurale di oggi verterà su aspetti organizzativi e procedurali. Ad aprirla il presidente Sultan Ahmed Al Jaber, ministro dell'Industria degli Emirati Arabi Uniti e inviato speciale per il clima.
[advBanner]Il coinvolgimento del sultano ha fatto storcere il naso a molti, visto il suo ruolo di amministratore delegato dell'azienda statale petrolifera degli Emirati. Le stesse polemiche hanno investito lo stesso Paese ospitante, noto produttore di petrolio.
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