13 Dec, 2024 - 13:14

Castello delle cerimonie, licenze revocate a “La Sonrisa”: stop a tutte le attività dopo la confisca

Castello delle cerimonie, licenze revocate a “La Sonrisa”: stop a tutte le attività dopo la confisca

Si spengono ufficialmente i riflettori sul Grand Hotel La Sonrisa, noto ai più come "Castello delle cerimonie" per il programma trasmesso su Real Time. Dopo aver ottenuto la confisca dell'immobile, il Comune di Sant'Antonio Abate (Napoli) ha revocato alle tre società che finora lo hanno gestito le licenze di ristorazione e alberghiere in vista di una sua completa acquisizione "a patrimonio comunale". A farlo sapere, attraverso un comunicato stampa, è stata la sindaca Ilaria Abagnale.

La revoca delle licenze alla Sonrisa

Con la revoca delle licenze viene meno la possibilità, per le tre società coinvolte nella gestione dell'immobile, Sonrisa spa, Ipol spa e Polfra spa, di proseguire nelle loro attività. "In caso di mancata ottemperanza, anche parziale", recita il comunicato diffuso dalla prima cittadina, "si procederà alla chiusura forzata dei locali mediante l'apposizione di sigilli".

Si tratta di un provvedimento importante, che segue la sentenza con cui a febbraio è stata disposta la confisca del bene per lottizzazione abusiva. L'immobile, dopo l'apposito iter previsto in casi simili, diventerà quindi patrimonio del Comune di Sant'Antonio Abate.

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Tutte le operazioni stanno proseguendo, anche sulla base del confronto sempre aperto con la Prefettura di Napoli e con la Procura Generale, costantemente informate degli sviluppi,

ci tiene a far sapere la sindaca Abagnale.

La confisca per abusivismo edilizio

Le controversie legali legate alla Sonrisa hanno radici profonde. Già nel 2011, infatti, la Procura di Torre Annunziata aveva messo in luce come, dal 1979, l'immobile fosse stato oggetto di "attività edilizia in assenza di titoli abilitativi o con titoli emessi in maniera illegittima, in violazione delle più elementari norme edilizie ed urbanistiche e della normativa a tutela del paesaggio", ottenendo il sequestro della struttura.

Nonostante ciò, negli anni successivi la Sonrisa ha fatto da sfondo a diversi eventi televisivi: nel 2012 ospitò il Festival della canzone napoletana "Napoli Prima e Dopo", trasmesso dalla Rai. Nel 2014 divenne il set del celebre programma "Il boss delle cerimonie" su Real Time. Il caso, poco dopo, approdò in Parlamento tramite un'interrogazione dei deputati Gennaro Migliore e Arturo Scotto, che misero in evidenza non solo questioni di abusivismo ma anche il coinvolgimento del luogo in cerimonie legate ad esponenti malavitosi.

La svolta è arrivata nel 2024, quando la Corte di Cassazione ne ha sancito definitivamente la confisca, passando il testimone al Comune presso cui sorge, che con la revoca delle licenze - al netto di eventuali ricorsi al Tar o sospensioni - ha sancito la fine degli eventi che hanno reso famoso il luogo e la famiglia proprietaria, quella dei Polese, che in questi mesi ha dovuto versare all'Ente locale un canone mensile di 30mila euro a titolo di indennità di occupazione.

Il futuro del Castello delle cerimonie

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Nelle prossime settimane il Consiglio Comunale sarà chiamato a pronunciarsi sui primi atti d'indirizzo per il futuro degli immobili e dell'area di circa 44mila metri quadrati che entreranno a far parte delle proprietà del Comune abatese,

fa sapere ancora la sindaca Abagnale nel comunicato stampa diffuso questa mattina, spiegando che la Suprema Corte "ha indicato come alternative la demolizione o il recupero del compendio immobiliare attraverso una pianificazione". Si aspettano adesso nuovi sviluppi.

Una sintesi per punti della vicenda

  • Revoca delle licenze: il Comune di Sant'Antonio Abate (Napoli) ha revocato le licenze di ristorazione e alberghiere al Grand Hotel La Sonrisa, noto come "Castello delle cerimonie", a seguito della confisca dell'immobile per lottizzazione abusiva. Le società coinvolte, Sonrisa spa, Ipol spa e Polfra spa, non potranno più proseguire le loro attività, salvo eventuali ricorsi.
  • Storia legale e mediaticità: l'immobile è al centro di controversie legali dal 2011. Nonostante il sequestro e le critiche, ha continuato a ospitare eventi mediatici di rilievo, come il programma "Il boss delle cerimonie" su Real Time, che ha contribuito alla sua fama.
  • Futuro dell'immobile: con la confisca definitiva nel 2024, la struttura passerà al Comune, che dovrà decidere se demolirla o recuperarne l'uso attraverso tramite una pianificazione. Il Consiglio Comunale si pronuncerà presto sul destino dell'area di circa 44.000 metri quadrati.
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Sara D'Aversa
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