"Dal vostro governo parte la rivoluzione", diceva Steve Bannon nel 2018 sul palco della kermesse di Fratelli d'Italia Atreju, rivolgendosi alla futura presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Dopo aver pronunciato queste parole, il guru dell'estrema destra ha abbracciato calorosamente la leader di partito. Chissà se oggi, a sei anni di distanza da quell'edizione di Atreju, Meloni non abbia ripensato a quanto gli disse Bannon in quel momento.
Bannon è sempre stato considerato la mente dietro l'elezione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e uno dei principali sostenitori delle destre ultraconservatrici europee. Ormai nemmeno lui fa segreto dei suoi obiettivi, come dichiarato alla Conservative Political Action Conference: arrivare a un'Ue nazionalista e filotrumpiana. Un progetto ambizioso che non ha rinunciato nemmeno dopo l'arresto nel 2020 per cospirazione e riciclaggio di denaro. La rielezione di Trump a novembre 2024 ha rilanciato anche Bannon.
In Italia, Steve Bannon può contare su due nomi importanti. Il primo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con la quale ha un forte legame da anni, e poi c'è il leader della Lega Matteo Salvini, che Bannon ha più volte paragonato a Donald Trump. In passato, però, Bannon ha provato anche anche a intrattenere rapporti con il M5s, in particolare con l'allora esponente Luigi Di Maio e con il socio fondatore Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto.
Dall'abbraccio con Meloni ai paragoni tra Trump e Salvini, Steve Bannon nutre una grande passione per l'Italia e probabilmente la vede come un prototipo per l'Europa che vorrebbe: sovranista e spostata verso la destra populista. Il guru ultraconservatore statunitense, tornato alla ribalta grazie al trionfo di Trump, non ha mai nascosto le sue ambizioni in Europa: già nel gennaio del 2017 aveva fondato l'organizzazione senza scopo di lucro "The Movement" per promuovere il sovranismo nel continente.
Da allora, la presenza di Bannon negli eventi dei partiti nazionalisti europei è diventata sempre più rilevante.
Sia prima che dopo le elezioni del 4 marzo 2018, che hanno premiato Lega e M5s, il guru ha cominciato a interessarsi sempre di più all'Italia. Solo quattro giorni dopo l'esito delle urne, Bannon era a Milano per incontrare l'attuale vicepremier Matteo Salvini, ma - secondo quanto riportato dal Guardian - si era recato a Roma qualche giorno prima.
A settembre 2018, la Lega aderisce a The Movement, rafforzando il rapporto tra il partito e il progetto di Bannon. Tuttavia, il guru, che successivamente dichiarerà che Salvini è il politico che più si avvicina a Trump in Italia, non ha disdegnato anche altre alleanze nell'estrema destra italiana.
Nel panorama politico italiano, Fratelli d'Italia si affacciava timidamente, avendo registrato solo il 4% dei consensi alle elezioni del 2018. Tuttavia, Bannon osservava con interesse il progetto politico di Meloni, tanto da essere presente ad Atreju 2018.
Dopo un breve intervento, il guru ha calorosamente abbracciato la futura presidente del Consiglio. Non è chiaro se Bannon credesse nel successo di FdI alle elezioni di quattro anni più tardi o se avesse deciso di puntare su ogni partito animato da ideali ultraconservatori. Sembra, però, che l'ex stratega di Trump abbia grande fiducia, sei anni dopo, in Giorgia Meloni. A intervistare Bannon è stata l'attuale ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Da quando la leader di FdI è diventata presidente del Consiglio, ha assunto posizioni più moderate, ma Bannon è sicuro, come ha spiegato in un'intervista a Repubblica, che Meloni potrebbe giocare un ruolo cruciale nella costruzione di un'Europa più nazionalista.
Non ci sono solo Salvini e Meloni nella lista delle amicizie di Bannon in Italia. In passato, il guru di estrema destra ha cercato di avvicinarsi anche al Movimento 5 Stelle, che nel 2018 aveva ottenuto un altissimo consenso grazie alle sue posizioni populiste e critiche verso l'Unione Europea.
Bannon ha incontrato sia Luigi Di Maio, che sarebbe diventato ministro dello Sviluppo economico, che successivamente Davide Casaleggio a Roma. Tuttavia, il Movimento ha sempre mantenuto posizioni ambivalenti nei confronti di Bannon e, l'anno successivo, il governo "gialloverde" è crollato per i dissidi interni.
Non si può infine ignorare il caso della Certosa di Trisulti, nel frusinate. All'interno del monastero, Bannon e il suo alleato Benjamin Harnwell - fondatore dell'Istituto Dignitatis Humanae - hanno cercato di creare una scuola per leader sovranisti, suscitando una serie di battaglie legali sulla concessione dell'abbazia. Tre anni fa, è stato revocato l'affidamento del monastero ai sovranisti e Harnwell è stato assolto dalle accuse di turbativa d'asta e inadempimento dei contratti in pubbliche forniture.
Insomma, sembra che Bannon trovi ancora molto interessante l'Italia. Oggi, come nel 2018, il Paese è visto come il centro della rivoluzione politica dell'estrema destra da parte dell'imprenditore statunitense che, seppur lentamente, vede il suo progetto prendere di nuovo quota.
Steve Bannon, after calling for Trump to be President for life, did a Nazi salute on stage at CPAC.
— Joshua Reed Eakle ???? (@JoshEakle) February 21, 2025
Nazism has officially taken over the GOP.
The few remaining conservatives have a choice: either leave the party and obstruct it—or choose to be complicit.pic.twitter.com/94o5Kj69Le