I nomi e cognomi sono stati fatti oggi, con un'intervista a tutto campo rilasciata al Corriere della Sera da Patrizia Mirigliani, figlia di Enzo, patron di Miss Italia dal 1959 al 2002: sono state tre donne a volere la fine del concorso di bellezza più famoso del Paese in Rai.
Si tratta di Anna Maria Tarantola, Marinella Soldi, entrambe a capo della tv di Stato in due diversi periodi, e di Laura Boldrini, ora deputata del Pd, ma in passato presidente della Camera in quota Sinistra Ecologia e Libertà, la formazione di Nichi Vendola.
E insomma: il rospo, evidentemente, non è mai andato giù. La cancellazione di Miss Italia dai palinsesti Rai ha rappresentato un affronto che Patrizia Mirigliani non può dimenticare. Soprattutto adesso che Miss Italia è tornata di moda in tv in quanto da dopodomani, 26 febbraio, sarà disponibile su Netflix il docufilm "Miss Italia non deve morire" prodotto da Gabriele Immirzi per Fremantle, con la regia di Pietro Daviddi e David Gallerano.
La co-protagonista, naturalmente, è Patrizia Mirigliani, oggi 72enne, che dal 2003 ha preso il testimone del concorso dal padre, Enzo.
Quest'anno, sarà eletta l'86esima reginetta della bellezza italiana. Ma con un cruccio: ancora una volta senza la diretta Rai. Per questo, Patrizia Mirigliani, intervistata da Elvira Serra, ha ricostruito i fatti così:
Dopo sette anni di penitenza, nel 2019, in occasione degli ottant'anni de concorso, in ogni caso, Miss Italia tornò sugli schermi della Rai. Ma Patrizia Mirigliani ha confessato che per i giochi politici della dirigenza Rai si era già deciso per il pollice verso:
A vederlo con gli occhi di oggi, si direbbe che quello di Miss Italia è stato un caso di cancel culture all'insegna del politicamente corretto. A fronte di diecimila ragazze da tutt'Italia che ogni anno si iscrivono al concorso, per troppi antesignani della cultura woke era diventato intollerabile che sfilassero sotto le telecamere della tv di Stato per un concorso di bellezza.
ha ricostruito ancora Patrizia Mirigliani. E anche quando il concorso, nel 2023, sembrava dover rientrare nei palinsesti Rai, ci fu un ulteriore, inatteso stop:
Specificando il ruolo che le tre nemiche di Miss Italia hanno avuto per cancellare il concorso dalla Rai, Anna Maria Tarantola è stata presidente di viale Mazzini dal giugno 2012 fino all'agosto del 2015 e fu voluta dal governo tecnico di Mario Monti; Marinella Soldi, invece, fu chiamata dal luglio del 2021 all'agosto 2024 sulla poltrona più importante della tv di Stato dal governo di un altro tecnico, Mario Draghi; Laura Boldrini, infine, fu eletta presidente della Camera nel 2013 e rimase in quel ruolo fino al 2018.
Ciò che proprio non va giù a Patrizia Mirigliani è che tre donne, nel nome del femminismo, hanno agito in definitiva contro le donne.
Tanto è vero che Patrizia Mirigliani ha citato anche le non-vincitrici Caterina Balivo, Mara Carfagna, Caterina Murino, Ilary Blasi. Poi, naturalmente, anche Miriam Leone che, nell'ultimo Sanremo, chiudendo un cerchio, è stata accanto a Carlo Conti, il presentatore dell'edizione di Miss Italia del 2008, quello vinto proprio dalla Leone.
E poi, come dimenticare Silvana Pampanini, Silvana Mangano, Gina Lollobrigida, Sophia Loren, Lucia Bosè, Roberta Capua, Mirca Viola, Caterina Murino, Simona Ventura, Anna Falchi, Martina Colombari, Christiane Filangieri, Anna Valle, Daniela Ferolla, Francesca Chillemi? Sono passate tutte per Miss Italia. E la politica woke (per fortuna) non può farci nulla.