La consigliera Silvia Colombo ha spiegato che la vita è una questione di priorità. E, nell'assise di Treviglio, in provincia di Bergamo, ha sostenuto chiaro e tondo che le donne incinte non possono fare politica. No, meglio che si dedichino alla gravidanza senza far attendere i colleghi che magari già stanno in aula o senza rischiare che qualche collegamento streaming di troppo salti.
O mamme o politiche, tertium non datur per la rappresentante del partito di Giorgia Meloni.
Si trattava di discutere la mozione di una consigliera del Partito Democratico che chiedeva di attivare lo streaming per i neogenitori o in caso di gravidanza a rischio.
Per la cronaca: la maggioranza di centrodestra del sindaco (leghista) Juri Imeri ha bocciato la proposta. Anche se il giorno dopo il primo cittadino si è affrettato a puntualizzare che chiedere le dimissioni delle consigliere incinte è ingiusto. Ma che i consigli comunali vanno comunque svolti in presenza.
Il sindaco Imeri ha giustificato la consigliera di maggioranza sostenendo che, alla fine, si è estrapolata una sua frase da un contesto sbagliato: ti pareva. Che la mozione presentata dal Pd "era solo per fare casino". E che lei, la povera consigliera Silvia Colombo, è solo caduta nella trappola.
Ma tant'è: sentire dire quelle parole a una rappresentante del partito di Giorgia Meloni, la stessa che in tempi non sospetti ha fatto sfoggio dell'orgoglio di essere una mamma ("Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana: la nostra identità è sott'attacco, ma questo non puoi portarmelo via": ottobre 2021, nel famoso comizio al raduno di Vox, in Spagna), fa comunque una certa impressione.
In tempi, poi, dove la politica italiana se deve fronteggiare un problema, è proprio quello dell'inverno demografico: in Italia, non si fanno più figli. Il che è sempre più un guaio per la nostra economia e, in proiezione, per il nostro welfare.
E comunque: la consigliera Colombo è sembrata sicura del fatto suo:
Forse, alla consigliera Colombo, i suoi colleghi di partito dovrebbero far vedere i dati dell'inverno demografico che, anno dopo anno, si fa sempre più rigido nel nostro Paese: nel 2022, dati Istat, siamo scesi sotto la soglia dei 400 mila nuovi nati perdendo qualcosa come 320 mila abitanti, una città come Bari.
Nel 2010, si sono registrate 561 mila nascite; nel 2000, 543 mila; nel 1990, 569 mila; nel 1980, 640 mila; nel 1970, 901 mila; nel 1960, 910 mila. Il record del baby-boom lo detiene il 1964, con 1 milione e 16 mila nuovi nati.
Ma non solo: la consigliera Colombo dovrebbe sapere che la politica sta facendo di tutto per mettere a disposizione delle famiglie quelle infrastrutture necessarie - vedi gli asilo nido - affiché anche le donne possano lavorare. Il nostro tasso di occupazione femminile è tra i più bassi d'Europa (il 55%, a fronte di una media europea del 69%).
E comunque: che le mamme in attesa o con un figlio neonato debbano essere sempre messe in condizioni di lavorare, in netta controtendenza con le ragioni avanzate dalla consigliera Colombo, lo hanno capito anche in Parlamento.
A Montecitorio, ad esempio, ormai è un diritto acquisito delle parlamentari allattare i propri figli tra i banchi dell'aula. A giugno 2023, fu la deputata del Movimento Cinque Stelle Gilda Sportiello a rompere il tabù
Come si nota alla fine del video del Tg 2000, l'arrivo del piccolo Federico e della mamma che lo allattava mentre lavorava fu salutato da un lungo, trasversale applauso. Peccato che a Treviglio qualcuno non l'abbia ascoltato.