Se la statistica non piace, è colpa di chi la fa? La pubblicazione e la diffusione in questi giorni del rapporto definitivo del sistema di Garanzia 2023 ha scatenato una fortissima reazione da parte del presidente della Lombardia, Attilio Fontana, al quale non è piaciuto il modo in cui è stata trattata la sanità della sua regione.
Il documento, strumento del ministero della Salute per monitorare la qualità delle prestazioni sanitarie, ha inserito la Lombardia al settimo posto nella graduatoria nazionale per quanto riguarda il sistema sanitario.Il presidente della Regione ha risposto diffondendo altri dati che premiano la sanità della Lombardia.
Fontana considera ingiustificata questa posizione, tanto da definirla, senza mezzi termini, una “puttanata”. Termini molto forti che lasciano percepire un forte scontento. Ma cosa si nasconde dietro questa durissima critica e come ha risposto il ministero?
Il presidente della Regione non ha esitato a esprimere il suo disappunto, contestando la metodologia alla base della valutazione ministeriale. Secondo il governatore della Lombardia, i parametri utilizzati nel rapporto sono "inutili" e "non hanno nulla a che vedere con il funzionamento della sanità".
Il presidente della Regione accusa il ministero della Salute di applicare criteri che risultano poco pertinenti per la valutazione dell'efficacia del sistema sanitario. A suo avviso, i "codici" analizzati sono "interpretabili in modi differenti" a seconda delle realtà locali, delle aziende sanitarie e delle singole Regioni, il che rende la classificazione inadeguata.
Un'accusa pesante quella di Fontana, che va oltre la semplice critica tecnica, insinuando che il sistema di monitoraggio voluto dal Ministero abbia l’obiettivo di "penalizzare" la Lombardia. Il presidente lombardo suggerisce che questi dati possano essere visti come parte di un piano più ampio per danneggiare la reputazione della regione, senza tenere conto delle reali capacità e dei risultati della sanità lombarda.
Contro la valutazione ministeriale, Fontana ha presentato un'altra "classifica", questa volta stilata dalla testata Newsweek in collaborazione con Statista. In questa classifica, che premia i migliori ospedali al mondo, la Lombardia risulta protagonista. Basti pensare che l'ospedale Niguarda, uno dei principali nosocomi milanesi, è considerato il migliore d’Italia.
Inoltre, altri quattro ospedali lombardi figurano tra i primi dieci d'Italia, con il grande ospedale di Varese che occupa addirittura il sedicesimo posto nella graduatoria globale. Anche trattandosi di dati elaborati secondo altri criteri. Fontana sostiene che i numeri confermano l’eccellenza del sistema sanitario regionale.
Un messaggio chiaro. Quello della Lombardia non è solo un sistema sanitario che funziona, ma è anche un esempio a livello nazionale e mondiale.
Fontana cita poi Dante Alighieri concludendo il suo intervento con un'affermazione piuttosto diretta riguardo a quanto afferma il ministero della Salute: “‘Non ragioniamo di loro, ma guarda e passa’”, un invito a non soffermarsi troppo sulle decisioni del governo centrale, che a suo avviso non meritano attenzione e non riguardano direttamente i cittadini lombardi.
La risposta del ministero della Salute non si è fatta attendere. In un comunicato ufficiale, il Ministero ha ribadito la bontà del “Nuovo Sistema di Garanzia”, sottolineando che l'obiettivo non è quello di formulare classifiche, ma di garantire che tutti i cittadini italiani ricevano le prestazioni sanitarie di cui hanno diritto.
Il sistema di monitoraggio, infatti, ha lo scopo di verificare che i Livelli essenziali di assistenza vengano rispettati in tutte le Regioni, senza alcuna intenzione di penalizzare o premiare una regione rispetto ad un’altra.
Il recente scontro tra Fontana e il ministero della Salute non è solo un episodio isolato. Riflette le difficoltà politiche e amministrative che spesso caratterizzano il sistema sanitario italiano, dove la gestione delle risorse e la qualità dei servizi sono spesso oggetto di accese discussioni tra il governo centrale e le singole Regioni.
Sarà interessante vedere come evolverà la discussione nei mesi successivi e se le istituzioni centrali e regionali riusciranno a trovare un terreno comune su cui costruire un sistema sanitario ancora più efficace per i cittadini. Resta il fatto che la polemica sulla sanità lombarda va ormai avanti dal 2020 e non sembra essersi mai fermata.
Due anni fa è stato diffuso uno studio sulla fuga dei medici dall'Italia per assenza di prospettive. Segno che in Italia bisognerà investire molto di più sulla sanità nazionale e su quella locale per poter sperare in risultati positivi nel futuro.