Prima Roccaraso, poi il Sud Italia. Siamo ufficialmente entrati nell'epoca delle invasioni barbariche 2.0, quelle organizzate sui social che portano decine di migliaia di persone a occupare un posto per rivendicarlo come proprio e poi urlare vittoria. Questa volta, non la prima, i protagonisti sono i temuti maranza, onnipresenti nei discorsi di molti esponenti politici del Nord Italia. Si tratta di ragazzi dai 14 anni in su che si rendono protagonisti con atti di teppismo, la maggior parte di questi avrebbe origine nordafricana.
Molti giovani hanno risposto alla chiamata su TikTok del "re dei maranza" Don Alì che aveva preannunciato che avrebbero fatto un "macello a Sud". Un'adunata che riporta alla memoria le famose "invasioni" di Peschiera e di Castelnuovo del Garda nel 2022, ormai tre anni fa.
C'è chi da anni denuncia l'atteggiamento di questi ragazzi, che non si limitano solo a recarsi in massa in determinati luoghi, ma anche a provocare danni o a costituire baby gang. La Lega di Matteo Salvini, da tempo, porta avanti una vera e propria crociata contro i maranza: molti esponenti del Carroccio hanno spesso denunciato l'atteggiamento dei giovani verso la legge e le forze dell'ordine, ricevendo in alcuni casi anche minacce.
Tutti a Sud, per metterlo a ferro e fuoco. Questa è la promessa che è possibile sentire nei video diffusi da Don Alì, tiktoker 24enne considerato come una sorta di leader tra coloro che si identificano come "maranza". Un'invasione che arriva a poche ore da Napoli-Inter, partita decisiva per le sorti del campionato, per la quale in città si respira già un clima di parziale preoccupazione.
Paure che sono arrivate anche al Viminale. Il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi, è stato avvertito della pericolosa challenge su TikTok e, nelle prossime ore - in vista della partita e dell'arrivo in massa dei maranza - la sicurezza a Napoli e in qualche altra città del Sud potrebbe essere rafforzata.
Uno dei primi esponenti politici a muoversi contro l'invasione maranza è il senatore leghista Gianluca Cantalamessa, coordinatore provinciale del Carroccio di Napoli e Avellino. Cantalamessa ha infatti annunciato che ci sarà un'interrogazione contro quello che potrebbe accadere nel Sud Italia. Non si tratta del primo esponente leghista che si scaglia contro i maranza.
In passato anche l'europarlamentare Silvia Sardone, che riveste anche il ruolo di consigliera a Milano, aveva denunciato gli atteggiamenti dei giovani che costituivano baby gang ed ergevano a idoli trapper che incitano alla violenza. In risposta, un gruppo di ragazzi ha minacciato l'esponente in un video poi diffuso sui social. La vicenda risale allo scorso 7 febbraio.
In tanti hanno espresso solidarietà nei confronti di Sardone e, negli ultimi tre mesi, l'attenzione del partito di Salvini nei confronti dei "maranza" è cresciuta tantissimo, soprattutto dopo i fatti di piazza Duomo, a Milano, dello scorso 31 dicembre, quando un gruppo di giovani ha approfittato del Capodanno per compiere atti di vandalismo e insultare l'Italia.
In prima linea nella crociata anti-maranza c'è il leader della Lega, Matteo Salvini. Il vicepremier in passato, sui propri profili social, ha recuperato il neologismo in senso dispregiativo, e questo ha fatto da calamita a molti commenti da parte di maranza. Non sfuggirà agli occhi più attenti che durante le famose live del vicepremier, spesso arrivano insulti da chi si identifica come "maranza".
A ridosso delle elezioni europee, il ministro dei Trasporti ha pubblicato un video di un gruppo di ragazzi che cercavano di rubare un'auto. Non è la prima volta che il vicepremier utilizza in senso dispregiativo il termine "maranza": nel 2023, sul suo account Instagram, aveva condiviso i video di alcuni ragazzi che compivano atti vandalici, invitando a non chiamarli "maranza", ma "imbecilli".
Lo scorso 1 febbraio, il vicepremier ha condiviso il filmato della trasmissione "Dritto e Rovescio", additando un ospite del programma di Del Debbio come "un maranza". Salvini pone tanta attenzione alla vicenda perché riguarda anche la sicurezza di molte città del Nord e può portare molti voti alla Lega, che vorrebbe un inasprimento dei controlli su determinati fenomeni.